sabato 14 marzo 2020

M.A.S.K!


 

 

M.A.S.K.!
 
 

Giuro che non l’ho fatto apposta. Questo articolo era previsto da tempo ma, visti gli ultimi sviluppi credo che sia più che appropriato. Almeno per far vedere che a volte, portare una maschera, può davvero contribuire a salvare il mondo.
M.A.S.K.  è l’acronimo di Mobile Armored Strike Kommand ed è un cartone animato arrivato in Italia nel 1986 su Odeon (chi se la ricorda?) I protagonisti sono una squadra di agenti segreti che lottano contro il male, grazie dotati di veicoli capaci di trasformarsi e a maschere speciali (appunto) che li dotano di straordinari poteri e dotata di una sigla fichissima che, per fortuna, fu lasciata così com’era quando arrivò qui da noi.
Il M.A.S.K. è finanziato dal miliardario Matt Trakker ed è una squadra di spie ed agenti segreti impegnata nella lotta contro organizzazione criminale chiamata VENOM (Vicious Evil Network Of Mayhem) dotata anch’essa di veicoli trasformabili e maschere. Ma come mai?
La risposta sta nella persona di Miles Mayhem (Miles Confusione o Caos, complimenti per la fantasia. Doveva avere l’insufficienza in condotta, a scuola XD)
Mayhem, insieme a Trakker e a suo fratello Andy, avrebbe dovuto gestire anche lui M.A.S.K.: lo scopo doveva essere proteggere le persone da organizzazioni criminali e terroristiche, ma Mayhem aveva altri piani, ossia i veicoli della M.A.S.K. per arricchirsi e accumulare potere. Una notte Mayhem rubò una parte dei progetti dei veicoli. Andy morì nell’incendio che ne seguì e qualche giorno dopo nacque l'organizzazione conosciuta con il nome di VENOM, fondata proprio da Mayhem.
L’affranto Matt costruì una nuova base operativa si trova sotto una montagna ed il cui ingresso è dietro un finto distributore di benzina Boulder Hill e riunì una squadra motivata per rintracciare e fermare la VENOM.
Ogni agente MASK dispone di una maschera, cioè di uno speciale casco che permette non solo di collegarsi con il proprio veicolo trasformandolo in una macchina da battaglia (tipo, la Chevrolet Camaro di Trakker si può trasformare in un’auto volante), ma sono dotati di un potere speciale (tipo il casco chiamato in codice Ologramma, in grado di generare, appunto, ologrammi).
Il problema è che anche i membri della VENOM dispongono della stessa tecnologia degli agenti MASK con veicoli e velivoli che si trasformano in mezzi da combattimento e caschi dotati anche loro di poteri speciali.
Questa è la lista di veicoli e piloti che sono riuscito a trovare, dovrebbe essere completa:
M.A.S.K.
  • Thunderhawk - automobile Chevrolet Camaro rossa di Matt Trakker (casco Spettro con molte funzioni tra cui vista a infrarossi, ultrasuoni e deltaplano) in grado di volare usando le portiere come ali e che sparano raggi laser;
  • Condor - moto verde di Brad Turner (casco Ologramma, in grado di generare ologrammi) che si trasforma in elicottero.
  • Rhino - grande motrice di camion guidata da Bruce Sato (casco Raggio Innalzante, che permette di sollevare oggetti pesanti con la forza del pensiero) che si trasforma in veicolo d'assalto e parte del camion diventa un piccolo veicolo alternativo. Può sparare laser dalle enormi marmitte e nella parte posteriore nasconde anche un laboratorio;
  • Gator - Jeep di Dusty Hayes (casco Onda Perforante, che produce onde d'urto). L'abitacolo interno può "uscire" dal telaio e trasformarsi in motoscafo;
  • Firecracker - pick-up arancione di Hondo MacLean (Inceneritore, che spara un raggio incandescente) che si trasforma in un mezzo d'assalto con due potenti lanciamissili sotto il telaio;
  • Firefly - dune buggy di Julio Lopez (Estintore, in grado di sparare varie sostanze, tra cui schiuma antincendio, una colla vischiosa e così via) che si trasforma in un mezzo volante.
  • Nightstalker/Hurricane - 1957 Chevrolet blu di Hondo MacLean (sì, ancora lui) che si trasforma in mezzo d'assalto con torretta girevole.
  • Raven - Chevrolet Corvette nera di Calhoun Burns (Gulliver, in grado di ingrandire o ridurre oggetti) che si trasforma in veicolo acquatico.
  • Slingshot - piccolo furgone bianco guiidato da Ace Riker (Controllo Di Crociera, in grado di prendere il controllo di qualsiasi veicolo) che si trasforma in un mezzo volante.
  • Shark - Porsche 928 bianca e gialla di Gloria Baker (Aura, che produce uno scudo in grado di assorbire energia) che si trasforma in sottomarino.
  • Volcano - Furgone 4x4 pilotato da Jacques LaFleur (Miraggio che rende invisibili) e Matt Trakker (che cambia caso per l’occasione, essedo lui il capo: Lava Shot, che spara metallo fuso) che si trasforma in mezzo d'assalto.
  • Anche la stazione di servizio e autofficina Boulder Hill - autofficina e stazione di rifornimento che nasconde la base armata dei MASK si trasforma all’occorrenza diventando una specie di fortezza dove lavora Buddy Hawks, casco Penetratore, che permette di attraversare oggetti solidi
  • E last, but non least T-Bob, un robottino a forma di uovo, in grado di trasformarsi in uno scooter e guidato da Scott Trakker, figlio di Matt, mascotte del gruppo e, talvolta fonte di guai oppure risolvitore di problemi.
 
VENOM
  • Switchblade - elicottero blu di Miles Mayhem (casco Vipera) che si trasforma in jet da combattimento;
  • Piranha - Moto nera con sidecar di Sly Rax (casco Stiletto): il sidecar può chiudersi ermeticamente e venire eiettato in avanti, diventando un piccolo sottomarino monoposto.
  • Manta - Nissan 300ZX viola di Vanessa Warfield (Frusta Magnetica) che si trasforma in un'auto volante pure questa? È una fissazione!);
  • Outlaw - autocisterna pilotata da Nash Gorey (Sansone) che si trasforma in una postazione lanciamissili.
  • Jackhammer - fuoristrada nero di Cliff Dagger (Torcia) in grado di trasformarsi in mezzo d'assalto corazzato con torretta semovente.
  • Stinger - Pontiac GTO arancione di Bruno Sheppard (Raggio Magmatico) che si trasforma in un cingolato corazzato, dotato di armi pesanti tra cui un braccio meccanico estensibile che termina in una pinza.
  • Vampire - moto rossa di Floyd Malloy (Mitraglietta) trasformabile in veicolo d'attacco aereo.
La serie fu prodotta dalla DIC Enterprises, ed era ispirata alla omonima serie giocattolo creata nel 1985 della statunitense Kenner Products per fare concorrenza alla Hasbro che aveva avuto un successo clamoroso con altre due serie di giocattoli che penso abbiate già sentito nominare: Transformers e G.I. Joe. M.A.S.K. riassumeva infatti le caratteristiche di entrambe le serie della concorrenza, con team di agenti specialisti in vari campi che manovravano veicoli multifunzione in lotta con una organizzazione che aveva tecnologia simile, ma votata al male.
Ebbe abbastanza successo da convincere poi la Hasbro ad acquistare il marchio e integrarlo nel proprio universo insieme ai G.I. Joe e ai Tranformers, cosa poi rafforzata quando nel 2016 la casa editrice IDW Publishing, che detiene i diritti per i prodotti Hasbro aggiunge M.A.S.K alle sue testate.
Senza contare che poi la Paramount Pictures, che ha già sfornato i film sui già citati franchising, sembra stia sviluppando un film anche per questi eroi.
La serie era di 65 episodi da circa 25 minuti ed ebbe un seguito di 10 episodi incentrato su una gara automobilistica che però non mi risulta mai arrivata in Italia. 
Per oggi è tutto. Spero che questa situazione passi il prima possibile e vi faccio i miei migliori auguri, lasciandovi con la sigla di M.A.S.K
 
 

mercoledì 8 gennaio 2020

IL PROFETA DIGITALE


IL PROFETA DIGITALE

 

Buongiorno. Volevo solo comunicare che da ora Il Profeta del Nulla è disponibile anche in ebook!
Non perdete l’occasione di portavi dietro le folli rivendicazioni del vostro profeta preferito e correte a cliccare la pagina collegata qui a fianco!

venerdì 3 gennaio 2020

LE RADICI PROFONDE NON GELANO


LE RADICI PROFONDE NON GELANO

 

Buongiorno e Buon anno! Iniziamo il 2020 festeggiando il 128° anniversario del nostro creatore d mondi preferito: J.R.R. Tolkien!

E lo facciamo citando una delle sue frasi più famose, giusto per ricordare appunto che, passano mode, governi, celebrità ma la Terra di Mezzo non passa mai!

Ancora Buon anno!

domenica 15 dicembre 2019

PALEORECENSIONE: STARCRASH, LO STAR WARS ITALIANO


PALEORECENSIONE: STARCRASH, LO STAR WARS ITALIANO


Bentornati! In attesa dell’ultimo capitolo della saga di Guerre stellari, oggi voglio parlarvi di una pietra miliare della fantascienza italiana, ovvero Starcrash – Scontri stellari oltre la terza dimensione! Non potete dirvi dei nerd se non l’avete mai visto.

Uscito nel ’78, sfruttò l’onda del successo di guerre stellari, anche se il regista Lewis Coates (ossia l’italianissimo Luigi Cozzi), sostenne che l’idea era antecedente all’uscita del film di Lucas.

Comunque sia si tratto di una produzione importante per la cinematografia italiana, girata negli studi di Cinecittà, mentre alcuni esterni furono girati in Marocco e Tunisia.

Tanto per farvi capire furono ingaggiati John Barry (compositore delle colonne sonore di diversi 007) per la colonna sonora e nientepopòdimenoche Christopher Plummer (Tutti insieme appassionatamente. Evidentemente doveva finire pagare il mutuo) nel ruolo dell’imperatore. E devo segnalare addirittura David Hasselhoff  in uno dei suoi primissimi ruoli e Nadia Cassini (chi se la ricorda?) nel ruolo della Regina delle Amazzoni.
 

             
 
Nella galassia, il panciuto e malvagio conte Zarth Arn ha costruito un’arma mentale che fa impazzire le persone a distanza e se ne vuole servire per eliminare l’Imperatore dell’universo per prenderne il posto. L’avvenente avventuriera Stella Star (giuro, non me lo sto inventando!) e il suo fedele amico Akton dotato di poteri super-normali(!?), mentre stanno scappando dalla polizia trovano un sopravvissuto di una squadra inviata dall’Imperatore per trovare il pianeta dove il conte ha nascosto l’arma. I due traggono in salvo il superstite per poi venire catturati e condannati per i loro crimini ai lavori forzati su due pianeti diversi.

Però, sorpresa! L’Imperatore in persona li libera e li recluta per andare a cercare le navette di salvataggio della nave imperiale abbattuta, su cui era imbarcato anche suo figlio, il principe.
 
 

 
 
 
 
Quindi i due avventurieri, accompagnati dal poliziotto dalla faccia verde Thor e dal robot pistolero Elle iniziano a girare per i pianeti delle Stelle proibite, incontrando Amazzoni alleate col conte e che comandano robot giganti, pianeti gelati e trogloditi cannibali, e anche traditori e rivelazioni, fino a ritrovare l’unico altro superstite della spedizione che poi si rivelerà il figaccione principe scomparso, Raima, che salva Stella dai cannibali, per poi aiutarla nella battaglia finale con il conte.
 

 
 
 
 
Non vi spoilero il finale, né altri colpi di scena perché il film VA VISTO. Assolutamente. Ma non perché sia un capolavoro  ingiustamente sottovalutato, ma perché è davvero, davvero, ai limiti del trash, con buchi di trama grossi come buchi neri, dialoghi scritti con i piedi e, in generale una messa in opera talmente, talmente… TALMENTE TALE che, più ci penso, più mi convinco che l’hanno fatto apposta così.

Dal costume fetish di Stella, alla non spiegazione dei poteri di Akton che, diciamocelo, poteva affrontare l’intera avventura da solo, bendato e con le mani legate, alla recitazione da cani dei comprimari, ai robot animati a passo uno, tutto contribuisce a renderlo assolutamente unico.



Ma, credetemi, questo film nasconde anche diverse genialate che andrebbero copiate anche da produzioni più importanti, tipo la fortezza spaziale del conte a forma di mano artigliata che si chiude a pugno quando viene attaccata(!), oppure la versione spaziale dei “maiali”, ovvero dei Siluri a Lenta Corsa, quei mini sommergibili a forma di siluro che vennero usati dalla Marina Italiana durante la II Guerra Mondiale per fare atti di sabotaggio alle navi nemiche. Quella è davvero una figata! (Per altre informazioni cliccate su questo link)

Ovviamente, all’uscita nelle sale tutta questa genialità non fu recepita, e il film fu stroncato, sia in Italia che all’estero. Forse anche complice il cambio del distributore, dalla American International Pictures, che si defilò, non appena visto il prodotto, alla New World Pictures. Poi, come spesso succede, acquisì popolarità e in parte rivalutato.

Se riuscite a trovare il dvd è meglio, altrimenti cliccate QUI.

Per ora è tutto! Vi auguro Buon Natale e alla prossima!

martedì 26 novembre 2019

IL CIMMERO A CARTONI


IL CIMMERO A CARTONI

Bentornati! Oggi voglio parlarvi di una pietra miliare dell’animazione (XD): il cartone animato di Conan il barbaro! (Conan the adventurer nella versione originale).

Infatti, negli anni ’90, qualcuno pensò che fosse una bella trovata fare una serie animate sulle avventure del nostro cimmero preferito, e perciò ne misero in cantiere ben 65 episodi(!), più una seconda serie.

Il tutto, ovviamente, accompagnato da una serie di action figure (i pupazzetti per noi vecchi), che erano, sospetto, la vera ragione di tutto ciò.

La trama vede il giovane barbaro Conan vedere la propria famiglia trasformata in statue di pietra da Iracond (sigh), capo degli Uomini serpente che sta cercando un modo per far tornare nel mondo mortale il suo signore, il dio Set. Conan sopravvive solo grazie a una collana magica donatagli dal nonno.

Messi al sicuro i suoi cari, in groppa al suo cavallo Tuono, parte per una missione di vendetta armato di una spada forgiata dal padre col metallo delle stelle, ricavato da un meteorite e che ha il potere di svelare il vero aspetto degli uomini serpente (che possono camuffarsi) e spedirli nella dimensione in cui è confinato il loro dio.

Dall’incontro con il mago Epimetreus riceverà uno scudo con l’effige di una fenice che, in realtà è una vera fenice, di nome Fenisio (facepalm), che ogni tanto si materializza per aiutare l’eroe e che è la mascotte/spalla comica del cartone (assomiglia più a un pappagallo) ed è ghiotta di melograno.

Incontrerà vari alleati lungo al strada, tutti accomunati dal fatto di avere armi fatte di metallo delle stelle: Zula dai regni del sud con le sue bolas; la ladra Jasmine con di suoi shuriken; Snag con la sua ascia; Falkenar con la sua frusta.

Una allegra combriccola che gira per l’era hiboryana smascherando e combattendo i seguaci del serpente fino all’inevitabile scontro finale.
 

Parliamoci chiaro: è senza dubbio un prodotto dedicato ai bambini, dove la violenza e il cinismo sono molto edulcorati, e dove non mancano qua e là qualche pippone morale. Le avventure seguono raramente le avventure originali del cimmero (anche se non mancano riferimenti diretti che o apprezzato molto come quello de La Torre dell’elefante, o quello ispirato liberamente a Chiodi rossi).

Non ricordo di aver visto tutti gli episodi (secondo wikipedia non vennero trasmessi neanche tutti), però ne fu fatto un seguito dove Conan fa da tutore a tre giovani eroi (WTF?!)

Se eri cresciuto col Conan di Schwarzenegger o leggendo i racconti originali (come me), una operazione del genere non poteva non farti storcere un poco il naso. Ma erano gli anni ’90 di roba del genere ne vedevi parecchia (come scriverò più avanti), e quindi uno ci metteva una pietra sopra.

Se vi capita, su Youtube se ne può trovare alcune clip.

Alla prossima!




sabato 16 novembre 2019

LA COLONNA SONORA DE IL PROFETA DEL NULLA!

BENTORNATI!


Avete mai ascoltato la colonna sonora di un libro? No, non parlo del film tratto da un libro, intendo proprio quei cosi fatti di carta!
Se la risposta è no, allora da oggi potete. Grazie agli amici del Blog Read and Play da oggi è disponibile LA COLONNA SONORA DE IL PROFETA DEL NULLA, scelta appositamente da Vecchio Nerd in persona.
Si tratta di 9 brani disponibili su Spotify che potrete ascoltare singolarmente oppure accompagnandoli alla lettura del libro!
Buona lettura e buon ascolto!

martedì 12 novembre 2019

UN ANNO SENZA STAN "THE MAN"


UN ANNO SENZA STAN "THE MAN"

È ormai passato un anno dalla morte di Stan Lee, “Il Sorridente” o, anche "L'Uomo".

È da allora che mi chiedo come avrebbe visto il successo planetario di Avengers Endgame (dove fa il suo ultimo cameo), se avesse ancora dei progetti in cantiere. Come se mi avesse sentito, proprio l’altro giorno in libreria ho visto questo libro frutto della collaborazione con Luke Lieberman e Ryan Silbert.

Mentre della sua eredità ho già parlato allora in questo articolo.

Oggi, visto che si è chiusa da poco l’appuntamento con Lucca Comics & Games, voglio ricordarlo con questa intervista nell’unica occasione in cui l’eminenza grigia della Marvel partecipò alla manifestazione.

E poi con il suo ultimo cameo in Endgame.

Ciao, Stan, ti amiamo 3000 (citazione furba, lo so.)