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lunedì 20 dicembre 2021

IL TEMPIO SOTTO IL MONDO!

Ebbene sì, l’ho fatto di nuovo.
Ho scritto un nuovo libro e fra poco verrà pubblicato! Il titolo è Il tempio sotto il mondo e sarà un’avventura frenetica sopra e, soprattutto sotto una città liberamente ispirata alla Bisanzio romana, uno sword & sorcery con una spruzzata di Lovecraft, che non guasta mai. È pubblicato dalla Delos Digital nella collana Heroic fantasy Italia, e sarà disponibile solo in e-book, per tutti i principali supporti.
Non mancatelo!

Questa è la quarta di copertina, giusto per ingolosirvi:
Andronico, Hektor e Zoe, tre fratelli appartenenti a una stirpe di artisti e giocolieri, inseguono il misterioso assassino che ha sterminato la loro famiglia. La ricerca li porta a Tiranzio, la capitale dell’impero, dove sono invischiati negli intrighi che coinvolgono la famiglia imperiale, un influente senatore, il gran sacerdote del Dio Bifronte e il suo perverso nipote. Inseguiti, costretti a rifugiarsi nelle fogne, i fratelli scoprono che sotto la città imperiale ce n’è un’altra, invisibile: una rete di cunicoli, gallerie, sale sotterranee dove si intrecciano intrighi politici e orrori ancestrali. E in fondo al labirinto c’è l’ombelico del male: il famigerato Tempio sotto il mondo. Tra assassini e cultisti, umani mutati e mostri arcaici, i tre fratelli dovranno ricorrere a ogni grammo di coraggio, fantasia e fortuna per rivedere la luce del sole.

domenica 3 maggio 2020

KADATH, UN SOGNO DA INCUBO


KADATH, UN SOGNO DA INCUBO

Bentornati!

Un demone dorato dagli occhi di insetto si erge tra le fiamme di una città, dinanzi a una donna di colore seminuda e in ginocchio che guarda verso di voi. Questa immagine che non c’entra un accidente con il contenuto ( XD ) è stampata sull’edizione economica in mio possesso dell’opera di Lovecraft che amo di più insieme a Alle montagne della follia.

Sto parlando di Kadath o The unknown Kadath, che aprì, per me, le porte a una delle invenzioni più incredibili del solitario di Providence che ho mai incontrato finora: le Dreamlands, le Terre del sogno condivise, una realtà parallela visitabile soltanto in sogno, appunto, ma vere e reali come il nostro caro, vecchio pianeta Terra.

La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath si inserisce nel cosiddetto Ciclo dei sogni che contiene altre opere e racconti come La deposizione di Randolph Carter e La chiave d’argento. Ma oggi parleremo soprattutto di questo libro.

La storia si apre con Randolph Carter che sogna in continuazione una bellissima città immersa in un perenne tramonto. Peccato che ogni volta che cerca di scendere dal terrazzo in cui si trova per esplorarla questa scompaia.

Allora, essendo un esperto viaggiatore del mondo dei sogni decide di avventurarsi nelle Terre del sogno (Dreamlands, in originale), una realtà parallela in cui ci si può arrivare, appunto solo in sogno, attraverso quello che è, in pratica, un sogno consapevole o sogno lucido (vedi onironautica), per arrivare alla mitica Kadath, dove si dice dimorino i Grandi Antichi, per chiedere a loro la strada per la bellissima città dei suoi sogni.

Qui inizierà un viaggio picaresco attraverso quelle terre incontrando vecchi e nuovi amici, insospettabili meraviglie e, soprattutto, orrori (stiamo pur sempre parlando di Lovecraft, no?) che si nascondono dietro le pieghe di quel mondo dalle atmosfere in apparenza fantasy, fino ad arrivare a un confronto addirittura con uno delle terribili divinità lovecraftiane.

Compaiono, inoltre i mostri chiamati Magri notturni (Night Gaunts), che infestavano gli incubi di Lovecraft fin da bambino, forse in un tentativo di esorcizzarli e riferimenti ad altre opere come Il modello di Pickman

Come scritto sopra è una delle storie di HPL che ho amato di più forse perché, come scritto sopra, si discosta un po’ dalle solite atmosfere (ma neanche tanto, alla fine), e poi perché mi ha sempre affascinato il mondo onirico e le use implicazioni filosofiche e scientifiche.




Inoltre è incredibile come, in una storia tutto sommato breve, sia riuscito a ricreare un mondo completo e tridimensionale quando oggigiorno se autore non riempie un tomo di milleduecento pagine solo con la descrizione del mondo si sente un fallito.

Voglio anche sottolineare che in questa storia emerge molto il lato gattofilo di Lovecraft, un lato che di solito non è molto conosciuto.

HPL amava molto i gatti. Secondo un aneddoto raccontato da Paul Cook, un giornalista amico di HPL, lo scrittore era rimasto ospite a casa sua, e al momento di andare a dormire si trovava in poltrona con il gatto di Cook sulle ginocchia.

Il giorno dopo, al mattino, Cook trovò Howard seduto nell’identica posizione in cui lo aveva lasciato la sera prima, quando era andato a dormire. HPL aveva gli occhi stanchi ma la testa eretta e il micio, evidentemente, non si era mai mosso dal suo grembo.

“Buon Dio. Non sei andato a letto?” esclamò l’uomo, ovviamente stupito.

“No”, rispose Howard, “non volevo disturbare il gatto!”

Inoltre, cosa fondamentale, Carter è il vero e proprio alter ego di Lovecraft con cui condivide molte caratteristiche, oltre la passione per i gatti, con l’unica differenza che Carter rimane molto più propositivo e intraprendente di HPL.

Parlando dal lato tecnico, la storia è scritta nel tipico stile di Lovecraft, molto descrittivo e con pochissimi dialoghi diretti, cosa che potrebbe far storcere il naso a qualche lettore più avvezzo allo stile moderno (ma, d’altronde HPL è fatto così, prendere o lasciare).

A questi posso solo dire che la brevità del testo, tutto sommato potrebbe essere un incentivo per dargli un’occhiata.

Per tutti gli altri che se ne fregano dico che, secondo me, è una lettura obbligata se siete appassionati di HPL, anche se magari preferite alla fine altre sue opere.


Un’ultima nota: anche le Dreamlands divennero un modulo di avventura per il gioco di ruolo Il richiamo di Cthulhu, edito dalla Chaosium, con tutta una serie di regole a parte per i viaggiatori onirici.

Alla prossima!











mercoledì 8 gennaio 2020

IL PROFETA DIGITALE


IL PROFETA DIGITALE

 

Buongiorno. Volevo solo comunicare che da ora Il Profeta del Nulla è disponibile anche in ebook!
Non perdete l’occasione di portavi dietro le folli rivendicazioni del vostro profeta preferito e correte a cliccare la pagina collegata qui a fianco!

venerdì 3 gennaio 2020

LE RADICI PROFONDE NON GELANO


LE RADICI PROFONDE NON GELANO

 

Buongiorno e Buon anno! Iniziamo il 2020 festeggiando il 128° anniversario del nostro creatore d mondi preferito: J.R.R. Tolkien!

E lo facciamo citando una delle sue frasi più famose, giusto per ricordare appunto che, passano mode, governi, celebrità ma la Terra di Mezzo non passa mai!

Ancora Buon anno!

sabato 16 novembre 2019

LA COLONNA SONORA DE IL PROFETA DEL NULLA!

BENTORNATI!


Avete mai ascoltato la colonna sonora di un libro? No, non parlo del film tratto da un libro, intendo proprio quei cosi fatti di carta!
Se la risposta è no, allora da oggi potete. Grazie agli amici del Blog Read and Play da oggi è disponibile LA COLONNA SONORA DE IL PROFETA DEL NULLA, scelta appositamente da Vecchio Nerd in persona.
Si tratta di 9 brani disponibili su Spotify che potrete ascoltare singolarmente oppure accompagnandoli alla lettura del libro!
Buona lettura e buon ascolto!

venerdì 19 ottobre 2018

IL PURITANO SPACCAC*LI


IL PURITANO SPACCAC*LI

Solomon Kane è ritenuto una delle migliori invenzioni di R.E. Howard insieme a Conan il Cimmero (secondo alcuni anche superiore).

Il fatto è che questo guerriero puritano del XVI secolo, con zero senso dell’umorismo ma una fede granitica ha un fascino come pochi.

Alto, massiccio e pallido, sempre vestito di nero, armato di spada e pistola, con mani e braccia grandi e muscolose, i capelli neri e gli occhi di ghiaccio, completamente all’opposto come carattere a Conan con lui ha solo un punto in comune: macella dozzine di demoni, negromanti e brutte persone riuscendo sempre a sopravvivere.

Poco si sa di lui, solo che viene dal Devonshire, sulla costa occidentale dell’Inghilterra da cui è dovuto scappare a causa delle persecuzioni del re e della sua natura irrequieta che lo porterà a diventare mercenario e a combattere insieme a personaggi storici come i corsari Francis Drake (con cui non aveva un buon rapporto) e Richard Grenville.

Le sue avventure lo portano a vagare per il mondo, Sudamerica, Europa e Africa soprattutto, alla caccia di criminali spietati e creature demoniache, come nel primo racconto in cui appare: “Ombre Rosse” (no, non c’entra niente il western), dove dà la caccia a uno spietato assassino, il bandito Le Loup, perché l’ha promesso alla sua vittima, una ragazza che Solomon non aveva mai visto prima e di cui raccoglie le ultime parole prima che lei spiri tra le sue braccia. Solomon, spinto dalla pura sete di giustizia, darà la caccia a Le Loup per mezza Europa fino ad arrivare nell’Africa equatoriale dove porterà a termine la sua missione anche grazie all’aiuto, molto indesiderato, dello stregona N’Longa, che poi ritroverà sulla sua strada altre volte, mettendo a dura prova la sua Fede e il suo radicalismo.

Perché, alla fine, è quello che è Solomon: un fanatico, desideroso di liberare il mondo da tutte le manifestazioni del demonio in giro per il mondo e che, guarda caso, il diavolo, gentilmente, gli piazza sempre davanti, nei luoghi e nei momenti più impensati (come quando semplicemente si ferma in una locanda per dormire e mangiare e si trova immischiato in una storia di vendetta soprannaturale come nel racconto “Un rumore d’ossa”).

Però è anche capace di insospettabili momenti di gentilezza, che porta le persone in difficoltà a fidarsi di questo tetro vendicatore, come quando andò alla ricerca della giovane Marylin in una delle tante civiltà perdute che incontrerà sul suo cammino.

Perché quella di Kane è la vita di un eterno vagabondo, irrequieto, di chi non riesce a stare fermo e cerca sempre qualcosa aldilà dell’orizzonte, tanto che verso la fine sorge il sospetto che a muovere i suoi passi non siano tanto il suo fanatismo o la voglia di combattere il male, ma (anche) un irresistibile desiderio di avventura.

Howard produsse poche storie di Kane, rispetto a Conan. Si tratta di una dozzina di racconti completi, due, tre lasciati a metà e tre poemi, di cui l’ultimo si intitola “Il ritorno a casa di Solomon Kane”, che però non è un addio definitivo, data la natura del personaggio.

 
In queste storie si alterna l’orrore con l’avventura esotica alla Howard e fa parte di quelle letture che hanno composto il mio background come appassionato di fantasy e poi come scrittore (Il Profeta del Nulla, tanto per citarne uno).

Sempre vissuto nell’ombra di Conan, nel corso degli anni fu recuperato sia dalla Marvel che dalla Dark Horse in varie serie di fumetti finché nel 2009 venne prodotto (finalmente!) prodotto un film con James Purefoy nelle puritane vesti di Kane, in una versione più sanguigna della sua versione cartacea. Qui è un uomo che cerca la redenzione dopo una vita di violenze e assume le vesti dei puritani dopo l’incontro con una famiglia di essi, banalizzando un po’ una figura altrimenti più profonda e affascinanti.
Per oggi è tutto. Alla prossima.

giovedì 20 settembre 2018

NANI BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI


NANI BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI

Bentornati! Dopo gli articoli dedicati al Profeta del Nulla (a proposito, ve lo siete procurato, vero?), torniamo ai soliti articoli e lo facciamo con una delle coppie più esplosive di sempre: Gotrek Gurnisson, l’Ammazzatroll e Felix Jaeger!

Questi due gentiluomini sono i protagonisti di uno dei cicli fantasy più adrenalinici che ho mai letto, ambientato nel mondo di Warhammer Fantasy.

Ne avevamo già parlato quando avevamo trattato la prima edizione del gioco di ruolo, ma è meglio rinfrescare la memoria.

Quello di Warhammer è un mondo che è un riflesso del nostro a cavallo tra il medioevo e il rinascimento. L’Impero è la “parodia” del Sacro romano impero germanico, la Tilea è un paese formato da tante città stato sempre in guerra tra loro, com’era l’Italia in quell’epoca, ecc.

Su tutti loro incombe il pericolo del Caos, una forza extradimensionale che fuoriesce da due portali situati nei poli del pianeta e che è l’origine di ogni mostro, mutante o stranezza che percorre il mondo, nonché luogo d’origine di potenti demoni che pazzi scriteriati adorano come dèi.

In questo mondo in bilico tra orrore e speranza si muovono i due personaggi già citati sopra.

Gotrek Gurnisson è un nano, appartenente alla setta degli Sventratori (Slayer, in originale). Sono nani che hanno in qualche modo perso l’onore, o che si sono macchiati di gravi crimini e che per riscattare sé stessi e il loro clan accettano di divenire, appunto, Sventratori: si radono la testa fino a lasciare solo la cresta, si ricoprono di piercing e tatuaggi, si armano meglio che possono e partono alla ricerca di una morte onorevole in battaglia. Non sono però dei semplici kamikaze: si buttano a capofitto nelle situazioni più disperate nella speranza di incontrare un avversario troppo forte per loro e morire nel tentativo di sconfiggerlo.

Non si conosce con precisione cosa abbia commesso Gotrek: si sa che ha perso la sua famiglia e una visione del suo passato ci mostra lui che uccide altri nani, compreso uno importante, ma i motivi non vengono rivelati, anche se è possibile azzardare che abbia subito lui stesso un torto che vedeva nel sangue l’unica soluzione.

Gotrek rispecchia la descrizione tipica fatta sopra e in più ha una benda sull’occhio sinistro, perso in battaglia. Inoltre è più grosso e muscoloso rispetto a un normale nano.

Impugna una grossa ascia bipenne ricoperta di rune ritrovata nelle lontane Desolazioni del Caos a nord, durante una spericolata spedizione. Si scoprirà in seguito che l’ascia è molto più di quello che sembra, e porta con sé un destino ben più grande di quello del suo possessore.

Gotrek, come tutti i sventratori, è cupo e ossessionato dal compimento del suo destino, ma riesce ad alternare i momenti di rabbia con momenti di grezza ilarità. È dotato di un cinico senso dell’umorismo e, probabilmente, il suo alleato umano è l’unico vero amico che ha.

L’umano Felix Jaeger, invece, era uno studente dell’università di Altdorf, la capitale imperiale, figlio di un mercante e aspirante poeta che, durante un duello, uccise accidentalmente il suo avversario venendo cacciato dall’università e diseredato dal padre. Abbandonato a sé stesso si diede alla politica, si improvvisò capopopolo e aizzò la gente contro una ingiusta tassa. Durante la sanguinosa repressione venne salvato dagli zoccoli della cavalleria da Gotrek.

Mentre festeggiavano la cosa in una taverna, ubriaco, giurò al nano che lo avrebbe seguito per narrare la sua morte in un poema epico. Gotrek lo prese sul serio e strinse con lui un patto divenendone fratello di sangue e, da allora, ogni giorno Felix non fa altro che pentirsi di averlo fatto.

Infatti verrà trascinato negli angoli più oscuri del Vecchio Mondo, a caccia di mutanti, orchi, demoni e i folli seguaci dei Poteri Oscuri, superando assedi, caccie al drago, eserciti del Caos, orde di orchi e vampiri arrivando a fare cose che non avrebbe mai immaginato, conoscendo orrori che renderebbero folli le persone comuni ma anche trasformandosi dal debosciato giovane di prima in un avventuriero duro e coraggioso.

Insieme avranno modo di farsi dei nemici, il più ricorrente dei quali è Thanquol, il Veggente Grigio dei macchiavellici uomini-ratto chiamati Skaven, ma anche di incontrare alleati come il mago imperiale Max Schreiber e la guerriera Ulrika, che diverrà l’interesse amoroso di Felix.

Quelle di Gotrek e Felix sono avventure senza un attimo di respiro, in un mondo dove oscurità e luce si mescolano di continuo, suscitando in Felix, narratore principale degli eventi, profonde riflessioni sull’animo umano e sul Fato.

Io ho i primi 7 libri, scritti dallo scrittore britannico William “Bill” King e tradotti dalla Hobby & Work. So che la serie poi è continuata con lo scrittore Nathan Long che, però, non ho più trovato in italiano (segno che gli déi dei nani proprio non ce lo vogliono tra loro il povero Gotrek).

Quindi non so come il nano abbia avuto la sua morte gloriosa e quali altri orrori lui e il suo compagno umano abbiano dovuto affrontare. So solo che, a parer mio, meritano di essere più famosi, e che, magari, una serie televisiva su questi due farebbe furore.
Alla prossima!




sabato 8 settembre 2018

AGGIONAMENTO DE IL PROFETA DEL NULLA


AGGIONAMENTO DE IL PROFETA DEL NULLA


Scrivo questo post solo per informarvi che Il Profeta del Nulla è già in prevendita presso il sito della Plesio editore.

Ci resterà fino al 16 settembre poiché il 17 settembre uscirà ufficialmente!

Inoltre voglio ringraziare tutti quelli che sui social hanno già fatto i complimenti per la copertina. Purtroppo non è farina del mio sacco, però ho contribuito a sceglierla, quindi potremmo lodare il mio fiuto. :-D

lunedì 3 settembre 2018

IL PROFETA DEL NULLA È QUI!


IL PROFETA DEL NULLA È QUI!

OMIODIO L’HO FATTO PER DAVVERO!
Sembrava impossibile, ma alla fine è successo: sto per pubblicare il mio primo romanzo!
In precedenza avevo giustificato l’interruzione degli articoli scrivendo del fatto che avevo un progetto in ballo. Ebbene era questo: stavo facendo l’editing de Il Profeta del Nulla.
Sono emozionato e impaurito allo stesso tempo. In precedenza ero riuscito a pubblicare qualche racconto in alcune antologie, ma questa è la prima volta che il mio nome campeggia da solo in copertina!
Per questo non finirò mai di ringraziare la Plesio Editore per la fiducia accordatami e Luca Pantanetti per averci messo in contatto!
La genesi di questo romanzo parte da lontano e, strano a dirsi per una storia fantasy, prende ispirazione da alcuni fatti di cronaca degli anni ’90 che mi colpirono molto, e su cui poi ho rimuginato fino a che non è scaturita questa storia.
In breve, il Profeta è un misterioso predicatore che accusa gli dèi di essere dei burattinai capricciosi e infantili che abusano dell’umanità.
Nei suoi sermoni nichilisti egli indica una sola via per sfuggire a tutto ciò: rinnegare la Vita e abbracciare l’Oblio, il Nulla. E chi lo ascolta lo fa, portando con sé anche amici e parenti, come malato “atto di misericordia”.
Nel caos che segue, seguiamo le avventure di una manciata di antieroi che osa affrontarlo, ognuno con una motivazione dettata più dal tornaconto personale che da vero altruismo.
È una storia forte e cupa, che si interroga su dove può arrivare l’umanità quando perde punti di riferimento e quali cause possa sposare quando non si riesce più a credere in nient’altro.
Io spero che vi piaccia, nonostante le premesse. :-D

Vi terrò informati su altre novità. A presto!

giovedì 23 agosto 2018

BUON COMPLEANNO, MARZIANO!


BUON COMPLEANNO, MARZIANO!




Con colpevole ritardo ne approfitto per ricordare uno dei più grandi scrittori di fantascienza del XX secolo, di cui ieri se ne ricordava la nascita: Ray Bradbury!

L’autore di Cronache marziane e Fahrenheit 451 era per l’appunto nato il 22 agosto del 1920 e forse non tutti sanno che era un autore molto prolifico non solo in ambito fantascientifico.

È stato anche sceneggiatore per il cinema (Avete presente Moby Dick? Quel film con Gregory Pack e girato da John Houston? Sì esatto, la sceneggiatura era di Bradbury), e anche scrittore di romanzi e racconti polizieschi.

Si spense nel 2012, lasciando un’eredità di numerose raccolte di racconti e di romanzi originali e che, in alcuni casi, rimangono ancora freschi e attuali.






mercoledì 31 gennaio 2018

IL BARBARO E L’ACCHIAPPATOPI- PARTE 2


IL BARBARO E L’ACCHIAPPATOPI- PARTE 2


 
Bentornati! Scusatemi se l’ultima volta ho saltato il nostro appuntamento ma avevo ancora dei problemi a connettermi. Ora sembra che la cosa si sia risolta e possiamo ultimare il nostro viaggio nel mondo di Nehwon.

Oltre alla decadente e barocca città di Lankhmar ci sono altri incredibili posti:

Il regno nascosto dei ratti sotto Lankhmar, popolato da ratti senzienti e maligni, da cui proviene la capricciosa e crudele Hisvet che, in forma umana, diverrà, per ironia della sorte, una delle amanti del Grey Mouser;

Le Solitudini fredde, la patria di Fafhrd, la cui tribù che ha una struttura matriarcale. I pericoli maggiori sono i pericolosi serpenti delle nevi, ricoperti di pelliccia e i leopardi delle nevi. Senza contare la famigerata Rampa delle Stelle, la cima più alta di tutte e sede di un regno i cui abitanti sono invisibili, e le cui principesse sorelle diventano amanti dei nostri eroi;

L’impero nascosto di Quarmall, che si estende sottoterra, una volta potente e adesso ridotto a una singola collina, ma non meno pericoloso, decadente e pieno di intrighi. Qui i signori hanno creato schiavi geneticamente modificati per azionare le complesse macchine che consentono il ricambio dell’aria;

Le terre dei Mingol, che rifanno il verso ai Mongoli. Il più famoso di loro è Ourph, fedele e taciturno servitore dei nostri eroi in varie occasioni;

La città dei Ghoul, dalla carne invisibile: in pratica hanno l’aspetto di scheletri ambulanti, ma che sono comunque esseri umani in ogni altra cosa (patria di una delle conquiste di Fafhrd);

la Terra sommersa, una striscia di terra di terra che emerge e si inabissa regolarmente e che collega Lankhmar ad altre terre;

Eevamarensee, dove tutti gli abitanti sono naturalmente glabri;

Il continente senza nome oltre l’oceano a ovest, ostile e pericoloso, dove i due verranno attirati con un trucco;

La Terra delle Ombre, un luogo fisico governato dalla Morte stessa, raggiungibile anche da vivi, ma a proprio rischio e pericolo, ovviamente. Qui i nostri eroi trovarono il modo di liberarsi dei fantasmi dei loro primi amori, Ivrian e Vlana;

Simorgya, la versione di Atlantide di Nehwon. Un postaccio da cui è meglio tenersi alla larga;

L’isola della bruma, che corrisponde all’Islanda del nostro mondo, e che sarà una meta molto importante per nostri eroi (niente spoiler, sorry);

Una piccola nota: Nehwon è la scrittura al contrario di No when (Nessun quando) e, per i filosofi, è in realtà una bolla di realtà che galleggia nell’universo insieme ad altre bolle che contengono altri mondi (compreso il nostro.)

C’è da dire che negli anni ’90 la TSR, la casa editrice che, allora pubblicava Advanced Dungeons and Dragons prima dell’acquisto da parte della WotC, aveva anche pubblicato una espansione per poter giocare in questo mondo. Io non l’ho mai provata, ma se qualcuno invece sì, mi piacerebbe leggerne le impressioni.

Come ho scritto nel primo articolo, pur essendo sempre sword and sorcery, la saga di Fafhrd e Grey Mouser si discosta da quella più muscolare di Conan per il fatto che i due protagonisti sono più machiavellici e filosofici. Sono un po’ più “cialtroni”, diciamo.

Fanno parte del mio personale background, insieme ai personaggi di David Gemmell e a Conan il barbaro e mi influenzano sempre quando butto giù le mie storie (ebbene sì, lo confesso, ogni tanto mi diletto a scribacchiare qualcosa. Ho anche pubblicato qualche racconto in passato, e forse qualcosa in futuro, non odiatemi. J )

In definitiva, se pensate che il fantasy sia tutto uguale e non abbia niente di originale da dire, fateci un pensiero e recuperate le storie di questi due formidabili personaggi.

giovedì 18 gennaio 2018

IL BARBARO E L’ACCHIAPPATOPI- PARTE 1


IL BARBARO E L’ACCHIAPPATOPI- PARTE 1

 


Innanzitutto scusatemi se questo articolo uscirà in ritardo, ma ho avuto problemi di connessione indipendenti dalla mia volontà.

Oggi vorrei parlavi di un duo che ha segnato l’immaginario non solo mio ma anche quello di numerosi nerd.

No, non sto parlando di Batman e Robin, sto parlando delle creazioni più famose di Fritz Leiber:

FAFHRD E IL GREY MOUSER!

Fritz Leiber, noto più come scrittore di Horror e Fantascienza, li inventò negli anni ’30 ispirandosi a se stesso e al suo amico  Harry Otto Fischer.

Le loro avventure sono assolutamente non epiche, ricche di ironia e di cinismo, vissute in prevalenza nel decadente mondo di Nehwon e nell’ancor più decadente città di Lankhmar la più grande del mondo, anche se spesso si spostano al di fuori dei suoi confini e, a volte, anche al di fuori del loro stesso mondo (come ne Il gambetto dell’adepto, ambientato sulla Terra, in medio oriente).

Il ciclo è costituito soprattutto da racconti e da un unico romanzo Le spade di Lankhmar, scritti tra gli anni ’30 e il 1986 e riuniti in varie raccolte.

Fafhrd, il barbaro dall’impronunciabile nome, proviene dalle Solitudini fredde, a nord ed è un armadio d’uomo con capelli e barba rossi che maneggia uno spadone a due mani chiamato Astagrigia e un pugnale lo Spezzacuori che, in realtà, non sono mai le stesse armi ma armi diverse che vengono ribattezzate ogni volta che la precedente viene rotta o persa.

In gioventù, Fafhrd venne educato alla scuola degli Scaldi cantori, perciò egli è anche capace di suonare accompagnando la musica con una voce melodiosa, molto in contrasto con la sua figura.

Il Grey Mouser, invece, è piccolo e agile, vestito di grigio dalla testa ai piedi con veti di pelle di topo e impugna la spada Cesello e il pugnale Zampino che hanno le stesse caratteristiche delle armi del compare. In gioventù fu apprendista di un mago e, quando serve, sa utilizzare qualche trucchetto, pur non amando molto la magia.

Pur essendo il più intelligente e machiavellico dei due, è spesso il Mouser che trascina nei guai entrambi, guai risolti poi spesso dalla praticità del barbaro, che così fesso non è.

Nelle loro avventure non cercano mai la gloria, ma il facile guadagno, scontrandosi con infidi stregoni, altrettanto infidi sacerdoti(spesso non c’è neanche una distinzione netta), comuni cialtroni, pirati, nobili corrotti, furbe cortigiane, altri avventurieri,  alla ricerca di un bottino che non sempre guadagnano e, che quando ottengono scivola loro dalle mani a causa del vizio o di un giro della fortuna.

Molto divertenti, poi, sono i loro discorsi filosofici che vanno dal serio come l’importanza del fato nella vita di una persona o su com’è fatto l’universo, ai discorsi più vacui e oziosi.

Quando si vendono al soldo di qualcuno di rado hanno scrupoli ad accettare (anche perché fanno sempre in tempo a cambiare idea), e questo li porta a incontrare i tipi più stravaganti e, a tratti inquietanti, del loro mondo, come i signori del regno sotterraneo di Quarmall o il popolo dei Topi senzienti sotto Lankhmar e la loro licenziosa principessa.

O come i loro patroni ultraterreni, i due stregoni, rivali tra loro, la telegrafica e brusca Sheelba dal volto senza occhi e il logorroico Ningauble dai sette occhi, che spesso danno loro incarichi che finiscono per metterli l’uno contro l’altro.

Le donne sono uno dei (molti) punti deboli del duo: inseguiti per anni dai fantasmi dei loro primi amori Ivrian e Vlana (e non intendo solo metaforicamente!), cadono, di volta in volta, nelle braccia di principesse, schiave da loro liberate, ladre che a volte li ingannano e a volte li aiutano, senza che questo intacchi mai la loro amicizia.

Degni di nota sono i luoghi delle loro imprese di cui qui parleremo di quella più importante: Lankhmar, detta la Città delle Toghe nere è grande, antica, labirintica e decadente, retta da un re e una nobiltà persa in feste e intrighi che, a volte, coinvolgono i nostri, piena di gilde e di luoghi dai nomi particolari e ironici (tipo la Piazza delle delizie tenebrose, o il Vicolo del Buon mercato, dove c’è la gilda dei Ladri),

oppure la Strada degli dèi, dove si accalcano i templi, tempietti e predicatori degli dei IN Lankhmar, spesso solo espressione della superstizione e della credulità delle masse, più numerosi dei granelli del deserto e della stessa durata di un tormentone estivo. (Cosa molto diversa dagli dei DI Lankhmar, una forza molto più reale, potente e oscura).

Ok, per oggi la finiamo qui. nella prossima puntata termineremo il giro nel mondo di Nehwon e le considerazioni finali. Alla prossima!

mercoledì 6 dicembre 2017

MARTIN NON HA INVENTATO NIENTE


MARTIN NON HA INVENTATO NIENTE




Fino alla fine ero indeciso se chiamare questo articolo Questione di imprinting, perché anche di questo parlo.

Alla fine ho deciso per questo titolo perché, innanzitutto è un po’ polemico e mi divertiva l’idea di scatenare qualche fan duro e puro (sì, sono un po’ stronzo quando  mi ci metto ;-) ) in più ho sentito molti lodare il Trono di spade di George Martin per il suo stile crudo (in realtà ci sarebbero anche altre motivazioni, che però esulano da questo articolo).

Comunque sia, zio George non è stato il primo a inserire una certa crudezza nelle sue storie fantasy. Ce ne sono state parecchi prima di lui, e uno di questi era David Gemmell.
Britannico, è considerato uno dei più autorevoli scrittori di fantasy conosciuto soprattutto per la Saga dei Drenai, la saga postapocalittica delle Sipstrassi, la saga dei Rigante, e vari altri romanzi, anche storici  e anche una trilogia sulla Guerra di Troia, della quale il secondo e terzo volume sono stati pubblicati postumi.

È infatti purtroppo morto il 28 luglio 2006 dopo un’operazione per l’impianto di un bypass.

Ed è stato forse il primo romanzo fantasy che ho letto, prima ancora de Il signore degli anelli.

Ero all’aeroporto di Fiumicino, credo nel ’87 o nel ’88 ed io (ancora ragazzino) ero andato ad accompagnare con la mia famiglia una parente tornata dal Canada dov’era emigrata anni fa. Mentre aspettavamo la sua partenza girovagavo in giro fino ad arrivare a una libreria dove, in bella mostra, mi colpì l’immagine di quell’uomo  a cavallo. Chiesi ai miei di acquistarmelo e lo fecero, forse inconsapevoli di quello a cui andavano incontro (scherzo ;- ) )

Ma di cosa parla il romanzo?

Parla di un uomo, un mercenario conosciuto come Waylander che salva da alcuni banditi Dardalion, un giovane sacerdote del culto pacifista della Fonte.

Il paese dei Drenai è intanto nel caos: Re Niallad, è stato assassinato da un sicario professionista. Approfittando della confusione, un'orda di spietati guerrieri, i Mastini del Caos della vicina Vagria invade il regno dei Drenai, seminando ovunque terrore e morte in un bagno di sangue senza precedenti.

Quello che Dardalion scoprirà poi è che il sicario è proprio Waylander.

Questo gesto altruistico, che stupisce per primo lo stesso Waylander scatenerà una serie di eventi che porterà prima l’uomo a farsi carico anche della giovane Danyal e di tre bambini, sopravvissuti alla orgia di violenza degli invasori, e della trasformazione di Dardalion al fondatore dell’ordine di preti guerrieri dei Trenta.

E, per ultimo, a essere costretto ad accettare un assurdo incarico: ritrovare la mitica Armatura di Bronzo che Re Orien, padre del re ucciso, usava in battaglia e che è scomparsa con lui nelle terre dei nomadi Nadir, niente affatto pacifici.

L’armatura riuscirebbe a riunire e a dare vigore ai Drenai divisi, fungendo da catalizzatore per la riscossa.

Insieme all’ambiguo Durmast e a Danyal, Waylander(il cui vero nome è Dakeyras), si inoltrerà attraverso quelle terre ostili, inseguito da un sicario e dai Mutanti sguinzagliati dall’oscura Fratellanza, vero cervello di tutta la situazione, e avrà l’aiuto inaspettato di personaggi come il mostruoso Kai.

Fino a un finale affatto scontato.

Il mondo tratteggiato da Gemmell è brutale, realistico (ma senza quel gusto sadico di Martin nell’ammazzare qualsiasi personaggio), in cui il sovrannaturale esiste ma è labile e lavora dietro le quinte e richiede sempre un costo e il personaggio di Waylander è, a suo modo, “crepuscolare”: è un uomo di ormai quarant’anni, che in un mondo fantasy medievale vuol dire che ha già una certa età. È cinico, disilluso, ma non per una mancanza di empatia, ma perché le ferite che la vita gli ha inferto sono state tali che ha preferito ignorare i sentimenti.

Tutt’intorno a lui si muove una galleria di personaggi davvero “tridimensionali”: sono davvero pochi quelli che sono indiscutibilmente cattivi al 100%. Sono tutti umani, con le loro virtù e debolezze ed è solo le scelte che compiono che li portano da una o l’altra parte della barricata.

Inoltre Gemmell condisce tutto con scene di battaglia davvero scritte bene e coinvolgenti, con una predilezione per gli assedi.

Gemmell ha una fissazione per gli assedi, in ogni suo libro che ho letto c’è n’è almeno uno. Ma sono tutti descritti divinamente, è quello che li descrive meglio di tutti e gli si può perdonare.

È un fantasy adulto, duro, che, però, non si compiace del sangue. È un fatto di personaggi che, per dirla alla Nietzsche, sono “umani, troppo umani”, in cui gli eroi sono eroi perché hanno tutto da perdere e spesso lo perdono.
Questo è stato il mio imprinting nel mondo fantasy, e dice molto dei miei gusti.