lunedì 13 agosto 2018

ZAGOR CONTRO SAURON


ZAGOR CONTRO SAURON



Bentornati! Sperando che siate tutti in ferie oggi allieterò la vostra pennichella sotto l’ombrellone con una storia particolare, che mischia western, fantasy e, volendo, un pizzico di horror.

Mooolti, ma mooolti anni fa, quand’ero ancora bambino, mi regalarono un albo di un personaggio che avevo solo sentito nominare: Zagor. Proprio quello, Lo spirito con  la scure, che viveva in una palude fittizia con un messicano pavido e bulimico, senza peraltro che nessuno gridasse alla coppia gay, (ahah).

Comunque, quell’albo era solo la seconda parte di una storia in tre albi  e l’albo in questione era Il signore nero, mentre quelli mancanti si intitolavano Il teschio di fuoco e L’orda del male.

Per fortuna gli altri due riuscii a farmeli prestare da un conoscente anni fa così, a grandi linee, posso ricostruire l’intera saga.

Zagor riceve un pacco da un suo amico, Pierre, un trapper canadese che ora dirige un emporio. Il pacco contiene un libro scritto con un alfabeto indecifrabile e, allegato, c’è una lettera del trapper che lo informa di averlo trovato in soffitta dopo averlo ereditato dal nonno e che da quando l’ha aperto si sente preso da un terrore indefinibile.

I due lo aprono e, poco dopo si scatena un temporale.

Quella notte stessa una creatura malefica, una specie di goblin con la coda, ruba il libro sotto lo sguardo terrorizzato di Cico, la spalla di Zagor.

L’eroe , svegliato dalle urla, rimane scettico riguardo al ladro, ma decide l’indomani di partire per andare a trovare l’amico.

Che trova morto e ridotto a uno scheletro.

Perquisendo la casa in cerca di indizi, trovano il suo diario, che sembra pieno delle farneticazioni di un folle, e indica la strada per un luogo chiamato Golnor, da cui dovrebbe provenire il libro.

All’improvviso scoppia un incendio e i due amici si mettono al sicuro appena in tempo osservando, sbigottiti, un teschio infuocato apparire tra le fiamme della casa.

Decisi più che mai a venire a capo della faccenda, si mettono in cammino, per poi arrivare al luogo indicato, che sembra essere perfettamente normale, fin quando una nebbia li circonda e si trovano in una terra simile, ma sottilmente diversa dalla precedente.

Qui vengono minacciati da un essere incappucciato che si fa chiamare Mord, e poi attaccati dagli esseri malefici simili al ladro del libro, ribattezzati Troll( che ricordano più goblin ma, nel folklore, il reale aspetto di un troll varia da leggenda a leggenda, da gigante a nano, quindi non rompete!).

Vengono salvati all’ultimo minuto da una specie di Conan biondo che li porta al sicuro accanto a delle rovine, tabù per i troll.

Egli si chiama Galad, e fa partire lo spiegone per i due amici (e il lettore).

Il libro che cercano si chiama Libro del tempo, ed è un manufatto che, una volta letto fino alla fine, darebbe un potere assoluto (ma va?).

Era una volta custodito da un mago Elchin, ma dalle profondità della terra un malvagio, chiamato Il signore oscuro, fisico da palestrato e volto nascosto da un cappuccio, era sorto per prenderlo.

Allora c’erano tre razze a Golnor: i Riol, guerrieri a cui appartiene Galad, i pacifici Parvol, ‘na specie di hobbit disegnati male, e i troll.

Usando i suoi poteri e l’aiuto di Mord lo stregone (quell’altro incappucciato ma con la tunica), sterminò i Riol, con l’eccezione di Galad e di una ragazza, Lara, che vennero nascosti da Elchin.

I troll guidati da Mord, però, li trovarono e rubarono il libro e presero la ragazza, mentre Mord sconfiggeva Elchin.

A quel punto, però, i Parvol s’incacchiarono e presero d’assalto il castello del cattivo, costringendolo alla fuga e facendogli perdere il libro. Che fu trovato da un elfo (nella versione elisabettiana di “spiritello fanciullo dei boschi”, non quella cazzuta tolkieniana).

Costui inavvertitamente lo usò per entrare nel nostro mondo per poi farne perdere le tracce fino a quando non arrivò nelle mani del nonno del defunto Pierre.

A questo punto Galad porta Zagor e Cico dai Parvol, che rimangono stupiti soprattutto da Cico e dai sui baffi (visto che loro non hanno peli sulla faccia).

Qui convincono questi esseri a scendere di nuovo in guerra, ma un maleficio di Mord fa cadere tutti i simpatici Parvol in un sonno profondo senza risveglio.

Tutti tranne uno: Panko, un Parvol scorbutico e solitario che, grazie a un amuleto, è riuscito a evitare la fine degli altri. Costui rivela che Elchin non morì, non essendo in grado Mord di ucciderlo, ma lo mise in stasi e lo rinchiuse in una grotta mettendoci a guardia LA BESTIA, un mostro spaventoso e invincibile.

Ma i nostri eroi non si lasciano intimorire(bé, a parte Cico…), e partono alla volta della grotta, seguiti in un secondo tempo da Panko.

Arrivati, incontrano il famigerato mostro: una specie di varano MOLTO gigante (tipo autotreno) con un corno in mezzo alla fronte.

Dopo una dura lotta, e grazie all’amuleto di Panko che rende immateriali, riescono a sconfiggerlo e a liberare Elchin dal suo sonno.

Il mago, però è troppo debole e non accompagnerà i nostri eroi nel loro viaggio, non fisicamente almeno, però diverrà una specie di guida e sentinella, aiutandoli a intercettare i troll con il Libro del tempo.

Dopo una dura lotta Zagor avrà la sua vendetta, uccidendo il troll responsabile della morte del suo amico, e riprendendo il libro.

Questo permette a Elchin di riacquistare il pieno potere e di sbaragliare i troll.

Mord, lo stregone, percepisce immediatamente l’accaduto, e avverte il Signore nero, che raduna un’armata di scheletri (tipo Armata delle tenebre, più o meno), e si lancia contro i nostri eroi.

La lotta è dura perché gli scheletri sono pressoché invincibili, ma Elchin, con un incantesimo li fa inghiottire dalla terra da cui erano sbucati.

La vittoria, però, ha un costo altissimo: Zagor viene ucciso dal Signore nero! Proprio così! L’eroe protagonista principale della testata defunge! Nei piani alti della Bonelli ci saranno stati numerosi infarti nel vedere quella scena! :-D .

Comunque non disperate: Elchin riuscirà a far risorgere il nostro eroe, a un prezzo altissimo, però: dare il libro ai malvagi.

A malincuore accetta e Zagor torna in vita. Costui, non appena saputo cosa è successo incita gli altri ad andare a riprendersi il Libro del tempo.

E così inizia la sfida finale. Mentre il signore nero legge il libro, pagina dopo pagina, il gruppo entra nel castello affrontando gli incantesimi di Mord che li mettono uno contro l’altro, mentre lo stregone affronta il mago Elchin che, con un clamoroso colpo di scena (che non viene approfondito), svela di esserne il fratello.

Tutto sembra perduto, ma Zagor riesce a tornare in sé e fa tornare alla ragione anche Galad che, con un altro colpo di scena ritrova Lara la sua compagna di un tempo, tenuta prigioniera nel castello dei malvagi.

Lo spezzarsi dell’incantesimo aiuta Elchin a sopraffare il fratello e, a malincuore, ucciderlo.

Ma non è finita. Il gruppo corre dal Signore nero e lo attacca prima che egli possa finire di leggere il libro.

Dopo un breve duello Galad lo uccide e sconfigge il male e, guarda caso, dopo un istante il castello inizia a crollare e i nostri scappano appena in tempo (che culo, eh?).

Altro colpo di scena! Sotto il castello si apriva il Pozzo senza fondo, l’unico luogo dove poteva essere distrutto il libro. Elchin ve lo getta e tanti saluti.

Dopo i ringraziamenti di rito tutti si salutano e Zagor e Cico si ritrovano nel nostro mondo, storditi e confusi, indecisi se pensare se sia stato tutto un sogno oppure no.

Allora, non sono mai stato un lettore di Zagor, ma dal poco che so l’idea di base non era male, e si sposava abbastanza con alcune delle storie del personaggio (che affronta anche alieni nel corso degli anni, perciò…). La messa in opera, però, risente di molti cliché e, a parer mio, poteva essere sviluppata un po’ di più, magari con un albo aggiuntivo (tipo la parentela tra Mord ed Elchin, tanto per dirne una).

Inoltre il disegnatore, Franco Donatelli, non sembra molto a suo agio col genere e questo si vede nel design di alcune creature.

Per aspettare una vera saga fantasy in Bonelli dovremmo aspettare parecchi anni con l’arrivo di Dragonero, ma è un discorso che esula da questo articolo

Ah, dimenticavo, vi avevo parlato di horror, all’inizio, vero? Bene, lo scrittore della saga è un certo Tiziano Sclavi, che qualche anno più tardi diventerà famoso per aver creato un certo indagatore dell’incubo inglese con l’assistente sosia di Groucho Marx. Non so se ne avete mai sentito parlare.

Per oggi è tutto ci rivediamo alla prossima e buone vacanze!

venerdì 27 luglio 2018

TANTI AUGURI, GARY!


TANTI AUGURI, GARY!
 
 
Oggi solo un rapido saluto per ricordare la nascita di Gary Gygax, il co-creatore, insieme a Dave Ameson di Dungeons and Dragons.

Nato a Chicago il 27 luglio 1938 è purtroppo morto giusto 10 anni fa. Oggi avrebbe compiuto 80 anni.

Senza di lui il mondo sarebbe un posto più triste e meno avventuroso.

We miss you.

domenica 22 luglio 2018

PALEORECENSIONI: SWAMP THING – IL MOSTRO DELLA PALUDE (1982)


PALEORECENSIONI: SWAMP THING – IL MOSTRO DELLA PALUDE (1982)

 

Bentornati! Mi dispiace per la mia assenza durata tutto questo tempo, ma ero assorbito da un progetto di cui vi parlerò più avanti.

Intanto recupereremo il tempo perso con una bella Paleorecensione come quelle di una volta.

Questo giro saremo in casa DC insieme a uno dei suoi protagonisti più particolari: la cosa della palude, Swamp Thing!

È un personaggio nato nel 1971 e creato da  Len Wein  e Berni Wrightson , protagonista di ben  4 serie regolari.

Nel 1982 ne fu girato un film girato nientepopodimeno che da WES CRAVEN! Esatto, proprio il papà di Freddy Kruger! Ed è proprio di questo film che andremo a parlare.

Il film inizia con un elicottero che sorvola una palude mentre nella palude stessa si consuma l’inseguimento di un poveraccio da parte di alcuni mercenari.

L’elicottero, inconsapevole, atterra vicino a una installazione e ne escono due persone di cui una donna, di nome Alice Cable, è venuta a sostituire un tecnico diventato la cena di un alligatore.

Nell’installazione, finanziata dal governo, lavora lo scienziato piacione Alec Holland che insieme alla sorella porta avanti dei segretissimi esperimenti. Talmente segreti che vengono rivelati solo dopo un quarto d’ora di film(!)

A quanto pare il dottor Holland vuole risolvere la fame nel mondo creando in laboratorio piante resistentissime fondendo DNA animale e vegetale.

Tra la nuova arrivata e il dottore nasce una simpatia, ma non riescono a approfondirla perché, una notte, i mercenari visti all’inizio assaltano i laboratori e massacrano tutti. A guidarli c’è il famigerato scienziato Anton Arcane, alla ricerca del segreto dell’immortalità.

Arcane ammazza la sorella di Holland e ruba i suoi appunti. Alec, però usa la formula per far scoppiare un incendio e scappa avvolto dalle fiamme, finendo nella palude.

Il mattino dopo scopriamo che Cable è l’unica sopravvissuta e che ha con sé l’ultimo quaderno con gli appunti. Lo nasconde e poi scappa attraverso la palude, alla ricerca di aiuto.

Inseguita dai mercenari verrà salvata varie volte da una misteriosa creatura dotata di enorme forza e invulnerabile ai proiettili.





Alice arriva in un emporio piazzato proprio in mezzo alla palude(vabbè…) gestito dall’adolescente di colore Jude completamente da solo (ancora vabbè).

Da qui tenta di telefonare a Washington per chiedere aiuto ai suoi superiori, ma la telefonata viene intercettata da Arcane, che nel frattempo si è accorto dell’assenza degli appunti e manda all’emporio i suoi uomini, costringendo la donna e il ragazzo alla fuga.

Alice recupera gli appunti che aveva nascosto, incrociando la creatura(in realtà Alec trasformato) che era tornato al laboratorio a per vedere cosa era rimasto.

La situazione precipita: Jude viene ferito e Alice catturata, ma vengono entrambi salvati da Alec che perde un braccio nel tentativo.

Finalmente soli, la dottoressa finalmente riconosce nella creatura il dottore piacione e hanno un momento di tranquillità. Poi, però Arcane e i suoi uomini si fanno di nuovo vivi e catturano entrambi.

Portati nel covo dello scienziato pazzo (una villa di stile coloniale guarda caso sul limitare della palude), vengono imprigionati nelle segrete(perché giustamente DEVE avere delle segrete). Di sopra Arcane organizza una festa e, con l’inganno, fa bere la formula a uno dei suoi scagnozzi, Bruno, trasformandolo in un nano deforme (con tutto il rispetto per i nani. Se volete possiamo chiamarlo goblin deforme); il tutto solo per sperimentare il siero.

Incacchiato, Arcane chiede ad Alec in cosa ha sbagliato. Alec risponde che la formula non è errata, fa solo emergere la vera personalità di chi la assume, quindi Bruno, essendo moralmente piccolo e squallido lo è diventato anche fisicamente (quindi, sotto sotto il dottore piacione è sempre stato un mostro di due metri, mezzo pianta super forte e immortale? O_o )

Arcane, pieno di sé, convinto di aumentare le sue capacità mentali, assume la formula e si trasforma in una creatura bestiale, mezzo uomo e mezzo… facocero? Cinghiale?

Pieno di rabbia afferra una spada dalla sua collezione e corre di sotto per affettare i prigionieri(anche se ora ha zanne e artigli…).

Swamp Thimg, però, assorbendo la luce del sole che filtrava da una feritoia, accumula abbastanza energia da rigenerare il braccio mancante e a liberare entrambi. Con l’aiuto di Bruno, che vuole vendicarsi del suo capo, scappano attraverso un passaggio segreto e sbucano nella palude, dove avviene il confronto finale con Arcane, che verrà trafitto dalla sua stessa spada. Poi Alec curerà Alice, ferita durante il combattimento, usando i suoi poteri.

Alla fine Swamp Thing rimarrà nella palude, lasciando Alice e Jude come testimoni degli eventi.

Allora, premesso che ho visto di peggio, devo dire, però che qui il maestro Craven non è proprio al suo meglio, anche se non so se perché non era in giornata oppure per mancanza di fondi.

Il costume di Swamp Thing è una imbarazzante tuta di lattice (meno imbarazzante, però, del costume di Arcane trasformato. Andiamo, dove l’anno preso quel costume, al centro commerciale? E non venitemi a dire: “Eh, ma la tecnologia, i trucchi una volta non erano così sofisticati”. Il ritorno dello Jedi uscì soltanto l’anno dopo.)
 
 
La trama ricalca alcuni cliché e ingenuità tipiche dei film di quegli anni, anche se ogni tanto qualche zampata d’autore salta fuori, come, a esempio, la trasformazione di Arcane (visto che quella di Alec non la fanno vedere): in quella sequenza, per alcuni istanti, si riconosce la mano di Craven.

A parte quella, però, non ricordo altre sequenze memorabili, a parte quella del topless della protagonista che sui fa il bagno nella palude, incurante di coccodrilli e altre bestie, inimmaginabile nei cinecomics di oggi (e forse proprio per quello che rimane impressa).

Qualche parola sui protagonisti. Nella parte di Alec Holland prima della trasformazione troviamo Ray Wise diventato poi famoso come il papà di Laura Palmer in Twin Peaks;

Come Alice Cable c’è Adrienne Barbeau, stella degli horror degli anni ’70 e ’80, nonché la Maggie di 1997 fuga da New York.

Nella parte di Anton Arcan c’è Louis Jourdan, il Kamal Khan di 007 operazione piovra, mentre Bruno è interpretato da un caratterista dell’epoca Nicholas Worth, che ricordo anche in Darkman di Sam Raimi.

Che altro dire?

Che nonostante tutto il film piacque, tanto che nel 1989 il film ebbe un seguito: Il ritorno del mostro della palude, con altro regista e che non ebbe lo stesso successo dell’altro.

Se siete curiosi il film lo potrete trovare QUI:https://youtu.be/mWe6mG06WaM
Vi avverto però che l’immagine è un po’ tagliata, forse per evitare problemi di copyright, e che non è molto nitida.

In ogni caso ci sentiamo alla prossima, spero presto stavolta!








lunedì 23 aprile 2018

IL GUANTO DELL’INFINITO


IL GUANTO DELL’INFINITO

 



Ormai ci siamo. Manca poco e fra qualche giorno potremo vedere l’arrivo di Thanos sulla Terra ne Avengers: Infinity war.
Per prepararci al meglio oggi daremo un’occhiata alla miniserie che ha ispirato il film: Il guanto dell’infinito!
Pronti? Andiamo!
L’originale miniserie fu pubblicata a puntate nel 1991 per 6 numeri (senza contare i vari rimandi ad altre serie, i cosiddetti fill-in) e fu orchestrata da Jim Starlin per i testi e da George Pérez ai disegni, fino al numero 4 per poi lasciare a causa dello stress causato dalla mole di lavoro. Dal 5 subentrò Ron Lim.
La serie, in realtà, fu preceduta da un’altra miniserie The Thanos quest, dove si narra come il Titano pazzo riesca a mettere le mani sulle Gemme dell’Infinito.
Fu la prima parte della cosiddetta Trilogia dell’Infinito, a cui poi seguirono La guerra dell’Infinito e la Crociata dell’Infinito (di cui, però, non parleremo).
Per molti è una delle migliori saghe mai pubblicate dalla Marvel. Ed è così.
Ma di cosa parla?
In pratica la personificazione della Morte resuscita Thanos, dandogli un compito:  dato che, secondo lei, l'equilibrio dell'universo sarebbe sbilanciato dalla troppa vita, Thanos dovrà uccidere la metà degli esseri senzienti di tutto l'universo.
Il titano però è innamorato della Morte e ritiene che se fosse un suo pari lei lo degnerebbe di rivolgersi a lui di persona (mentre invece lo fa tramite servitori). Perciò la convince a lasciargli usare il Pozzo dell'Infinito, che gli permette di localizzare le sei Gemme, che sono in mano a 6 Antichi dell’universo (esseri che hanno scoperto il segreto dell’immortalità), dicendo che lo aiuterebbero a svolgere meglio il suo compito.
Thanos, usando astuzia e crudeltà, riesce a impadronirsi delle Gemme e torna trionfante dalla Morte che, però, ora lo considera addirittura superiore a lei, e perciò continua a non rivolgersi  lui di persona (un due di picche cosmico, in pratica).
Tutto ciò è raccontato in The Thanos Quest. Ed è da qui che inizia Infinity Gauntlet.
 
Arrabbiato per il rifiuto di Morte e consigliato dal demone Mefisto (che spera di mettere le mani sulle gemme), Thanos mette le Gemme sul suo guanto creando così il famoso artefatto e, con uno schiocco di dita cancella metà della vita nell’intero universo, compresi molti eroi come tutti i Fantastici 4, Devil e parte degli X-men.
 
Poi crea un planetoide-trono da cui farsi bello per la sua “amata”, mostrando alcuni suoi trofei: suo fratello Eros, alias Starfox, senza più la bocca e la sua sedicente nipote Nebula (che diventa figlia adottiva nei film) ridotta a una specie di zombie.
Quello che non sa è che Silver Surfer (in precedenza sconfitto da Thanos), insieme ad Adam Warlock è arrivato sulla Terra per avvertire gli eroi di quello che sta accadendo.
Intanto un gruppo di entità cosmiche (Galactus, Eon, Eternità, ecc.) compare davanti a Thanos: hanno percepito ciò che ha fatto e sono arrivate a fermarlo. A loro si uniscono Morte e Mefisto, cosa che fa infuriare Thanos che congela il tempo.
 
 
 
Arrivano gli eroi (gli Avengers, Hulk, Dottor Strange, Namor, Wolverine,  Wolverine e Ciclope, perfino Destino ), che però vengono sconfitti facilmente uno a uno e nei modi più disparati (per esempio tramutati in pietra o rivoltando contro i loro stessi poteri). Tutto ciò fa parte del cinico piano di Warlock: gli eroi sono solo un diversivo, mentre poco lontano c’è in attesa Silver Surfer che aspetta il momento propizio per sfilare il guanto dalla mano di Thanos.
Il momento arriva ma, purtroppo, il titano se ne accorge e manda in fumo il piano, poi assurge a una forma incorporea, deciso a evolversi a uno stadio di esistenza superiore, deciso a sostituirsi a Eternità, personificazione dello stesso creato.
Però, così facendo, lascia il suo corpo incustodito e permette a Nebula di rubargli il guanto e reclamarlo per sé, depotenziando Thanos ed esiliandolo nello spazio.
Salvato dal Dottor Strange su richiesta di Warlock, viene trasportato all’interno della gemma dell’anima dove Warlock gli rivela che la causa della sua sconfitta, in realtà è dovuta al fatto che Thanos, dentro di sé sapeva di non essere degno del potere del guanto.
Colpito dalla rivelazione Thanos accetta di aiutarlo a strappare il guanto dalla mano di Nebula.
Usando un trucco e l’attacco combinato delle Entità cosmiche il piano riesce e Nebula viene fermata e ridotta in uno stato vegetativo.
Per evitare il carcere Thanos, apparentemente, si suicida con una esplosione, mentre Warlock reclama per sé il guanto, con disappunto di tutti.
Due mesi più tardi Warlock compare su di un pianeta senza nome dove trova Thanos, ancore vivo, che si è ritirato a fare il contadino e a meditare, giurando di aver lasciato perdere la ricerca del potere.
La storia ha un respiro epico dall’inizio alla fine (tipo quando Capitan America affronta da solo Thanos, ultimo degli eroi rimasti in piedi, e riesce a colpirlo, prima che l’altro gli distrugga lo scudo fino ad allora indistruttibile), dando tempo alla narrazione di crescere in intensità e pathos per prepararsi alle botte vere e proprie, anche se, alla fine, i supereroi hanno un ruolo più di spalla rispetto al vero antagonista di Thanos, Adam Warlock, forse la migliore creazione di Starlin, mai così cinico, calcolatore e, allo stesso tempo, umano.
E anche Thanos ne esce, per assurdo, più umano e non solo la macchina di distruzione di massa che era stato finora.
Per questo si può perdonare qualche caduta di stile (tipo Terraxia, la moglie che Thanos si crea apposta per far ingelosire la Morte, senza funzionare, per altro).
Un plauso a George Pérez che qui è al suo meglio (non me ne vogliano i fan di Lim), con disegni che catturano subito l’immaginazione e scene di massa che riuscirà a riproporre solo diversi anni dopo, quando disegnerà il mitico crossover Avengers/Justice League (mito!)
Insomma, una saga cosmica nel vero e più completo senso del termine, come se ne vedono poche.
Spero che l’articolo vi sia piaciuto e che il film sia all’altezza delle aspettative. A presto!

sabato 7 aprile 2018

Spaghetti Marvel parte 2


Spaghetti Marvel parte 2


Bentornati!

Come ho scritto la volta scorsa, molti di voi forse non sanno che, nel 1996, l’Italia fece la sua prima apparizione nei fumetti Marvel.
Marvel Italia pubblicò una miniserie in 4 numeri (più il numero 0) chiamata  Europa, dove venivano pubblicate due miniserie su supereroi creati, appunto, aldiquà dell’Atlantico.
Le serie in questione erano Gemini e Euroforce.
Della prima abbiamo già parlato qui, della seconda, Euroforce, creata da Xavier Marturet e Paco Diaz Luque, parleremo oggi.

 
La squadra di Euroforce venne creata, come la prima, sotto l’egida dello SHIELD ma, a differenza di Gemini, questa era formata da professionisti con superpoteri o alto addestramento.
All’inizio c’è Euromind, divisa in due parti: Eurolab, la divisione scientifica e Task Force, la squadra di pronto intervento.
A far parte di Eurolab ci sono Key, tedesco, leader e ingegnere; Danger, danese, mutante capace di generare bio-elettricità e costantemente chiuso nella sua tuta; Deep sight, inglese, cyborg; Nuage, francese, mutante capace di telepatia, empatia e psicometria; infine Picaro, spagnolo, mutante capace di generare un campo di forza.

 
Nella Task force ci sono Michele Argento, nome in codice soltanto Argento, ex carabiniere ed ex GIS, esperto di armi e infiltrazione. Nel corso della serie svilupperà misteriosi poteri di probabile origine mistica (tra cui teletrasporto e chiaroveggenza); Dragonfly, forse danese, soldato addestrato, leader della squadra; Blue condor, mutante, forse tedesca o austriaca, capace di aumentare la forza; Iceboy, l’unico “straniero” essendo canadese, anche lui militare addestrato; Tiger, francese, con pelle impenetrabile;
Il loro direttore è Francois Borillon, ex militare ONU e militare di lungo corso.
La storia inizia quando la Task force indaga sul probabile schianto di un UFO. Qui vengono attaccati da un trio di tizi equipaggiati con superarmature ispirate a quelle dei samurai giapponesi e che si fanno chiamare I signori della guerra. questi ammazzano Dragonfly e Blue condor e catturano Ice boy.
Tiger e Argento si salvano in quanto l’italiano di punto in bianco scopre di avere di potersi teletrasportare, senza sapere come ha fatto.
Contemporaneamente, a Eurolab viene impedito di investigare su un misterioso caso. Disobbediscono agli ordini e allora vengono tutti incastrati per omicidio.
I superstiti della Task force e di Eurolab si uniscono e si soprannominano Euroforce e iniziano a indagare, scoprendo la corruzione agli alti livelli dell’organizzazione che risulta in combutta nientemeno che con l’AIM.
Dopo un feroce scontro in un laboratorio AIM dove trovano Iceboy trasformato in un mostro e dove sconfiggono i Signori della guerra, inscenano la loro morte e “spariscono dai radar”.
Da una località segreta in Spagna e con la complicità di Borillon, unico a credere in loro, organizzano le loro mosse per sconfiggere la corruzione in Euromind.
La serie originale finisce qui. Non si saprà mai se e come ci sono riusciti, e se hanno perso o acquistato nuovi membri. Inoltre rimane aperta la questione Argento: di che natura sono i suoi poteri? E perché si sono manifestati adesso?
A parte questo la serie è molto più “solida” e piacevole da leggere, e i protagonisti sono più godibili e credibili rispetto a quelli proposti da Gemini.
Ma, rispetto ai “gemellini” italiani questa non è la fine per Euroforce. Nossignore.
Nel 2014, nella serie Avengers world , durante una missione sotto Velletri, nella Città dei morti, piena zeppa di morti risvegliati da Morgana Le Fey, alcuni membri dei Vendicatori ricevono l’inaspettato aiuto della rinata Euroforce.

 
A guidarla ora c’è il Cavaliere nero e tra i membri se ne vede solo uno di quelli originali, Tiger. Gli altri sono l’italiano Sliver (Franco Fibbri. Fibbri? Ma davvero? Non commento.), ex calciatore,  il polacco Baby Killer, la francese Swordwoman, figlia dello Spadaccino, e la spagnola Tumult.
Successivamente, quando il Cavaliere nero finirà nell’universo chiamato Weirdworld, ritornerà Key a prendere il comando.






Questo è tutto. Euroforce ha avuto miglior fortuna di Gemini, alla fine, anche se rimane una squadra di serie b rispetto ai “pesi massimi” ufficiali come Avengers, X-men e Fantastici quattro.
A me non dispiacerebbe vedere almeno una nuova miniserie su di loro. E a voi?

domenica 25 marzo 2018

Spaghetti Marvel parte 1


Spaghetti Marvel parte 1

 
Bentornati!

Molti di voi forse non sanno che, nel 1996, l’Italia fece la sua prima apparizione nei fumetti Marvel.

Cosa vuol dire? Adesso ve lo spiego.

La allora appena nata Marvel Italia pubblicò una miniserie in 4 numeri (più il numero 0) chiamata  Europa, dove venivano pubblicate due miniserie su supereroi creati, appunto, aldiquà dell’Atlantico.

Le serie in questione erano Gemini e Euroforce.

La prima, creata da Francesco Meo e Fabrizio Ugolini, presentava la prima squadra di supereroi Marvel italiani… più o meno.

L’antefatto: un ex militare inglese, ora in forza allo SHIELD, sviluppa un procedimento per creare supereroi in serie sfruttando una misteriosa forza extradimensionale.

Il risultato non è dei migliori. Il meta- impulso scatenato coinvolge un ospedale dove la maggior parte delle persone (tra pazienti e personale) o muore o viene trasformato in orribili mostri disumani. Solo 5 neonati sembrano sopravvivere.

L’inglese ne adotta uno, e restituisce gli altri quattro alle rispettive famiglie o dati in adozione, ma tenendoli sempre d’occhio.

Quando, anni dopo, i cinque sviluppano superpoteri, vengono riuniti a formare una squadra antiterrorismo chiamata Gemini.
 

Ne fanno parte Front(Gabriel), il figlio adottivo di Edwing Caine, l’inglese, dotato di un totale controllo del proprio metabolismo che gli permette di fare sforzi sovrumani e di sopravvivere a una pistolettata in pieno volto. Inoltre alimenta una pistola dotata di I.A. REVO, capace di creare al momento e sparare ogni tipo di munizione. È il capo del gruppo;

Balance(Debora Crovi), l’unica totalmente italiana, dotata di spaventosi poteri mentali(telecinesi, ecc.) e addestrata all’uso delle armi. Inoltre possiederebbe una specie di potere chiamato tecnocinesi che le permetterebbe di controllare la tecnologia;

 
 
 
 
 
 
Grip e Suede: due fratelli che più diversi non si può. Il primo è moro e sembra una specie di Wolverine dotato di artigli psicocinetici, ma più stronzo. Inoltre è dotato di uno speciale “artiglio mentale” che gli permette di controllare un avversario alla volta. Suede, invece, è biondo e più solare. Letteralmente. Può trasformarsi in plasma vivente diventando così una specie di torcia umana.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’ultima si chiama Mandala, e sembra avere origini mediorientali. Può creare dei varchi spaziotemporali che chiama “mandala di tenebra” che le permettono di teletrasportarsi dove vuole e creare buchi addosso ai nemici che risucchiano loro le energie(ahia!).

Supervisionati dallo scettico agente Lancelot dello SHIELD, combattono contro l’organizzazione terroristica Alba Nera, attirando l’attenzione del giornalista d’inchiesta Carlo Paci.

Successivamente Front scoprirà una verità incredibile: lui e i suoi compagni, al tempo, erano morti anche loro nell’ospedale internazionale. Caine aveva inavvertitamente liberato una entità chiamata Nosferath che si era incarnata in un bambino ribattezzato Child One. Nosferath aveva concesso a cinque bambini di tornare in vita con una frazione del suo potere, in cambio delle cure di Caine e della sua assistente, fino al suo completo sviluppo.

Caine, però, ingannò l’entità, la mise in stasi e la imprigionò nei sotterranei della base, tenendosi i bambini.

Sconvolto, dopo una lite spara al suo padre adottivo e scappa, non sapendo di aver, in realtà, sparato a un LMD (Live Model Decoy), una copia, che i MarvelFan ben conoscono.

Ricercato come traditore si scontrerà con i suoi ex compagni e rimedierà una pistolettata in faccia che avrebbe potuto ucciderlo, se non fosse stato per i suoi poteri. Nascosta la ferita con una maschera d’oro, va alla ricerca delle sue vere origini, trovando la tomba di sua madre e anche Mr. Illusion, un illusionista da quattro soldi che, anni dietro, fu investito anche lui dall’energia extradimensionale acquisendo il potere di rendere reali le sue illusioni e che, allo stato attuale, è diventato un pedina di Nosferath che si sta risvegliando, e pure parecchio incazzato.

Dopo un veloce incontro con Iron man, che non lo cattura, riconoscendo in lui le qualità di un eroe, Front ritorna alla base, giusto in tempo per farsi lanciare in orbita insieme alla struttura da Nosferath, ora del tutto sveglio, grazie anche al tradimento dell’assistente di Caine, trasformata nella potente e servile Alma Matrix.

Costei, insieme a Caine, morirà per mano del demone. I cinque supereroi e Mr. Illusion verranno bastonati alla grande dal nemico, deciso a riprendersi il suo potere.

A salvarli ci penserà il Viaggiatore, un alieno reincarnatosi nel corpo di una vittima di mafia. Il Viaggiatore non è altro che uno dei carcerieri di Nosferath, che riuscirà a esiliarlo di nuovo. Dovrebbe eliminare anche i cinque Gemini ma, forse grazie alla sua parte umana, li lascerà vivere, tornandosene tra le stelle.

Nel finale Carlo Paci, il giornalista, si ritrova tra le mani i file consegnatigli da Front con la verità sul progetto Gemini. Se li divulgasse sarebbe la fine di tutto, ma anche lui decide di dare ai 5 ragazzi una possibilità (bastardelli fortunati!).

La storia di per sé non è male. Il suo vero difetto, se vogliamo, è che… non c’è italianità in tutto questo.

Potrebbe essere ambientata tranquillamente in qualsiasi parte del globo. L’idea di far coinvolgere un “ospedale internazionale” in modo da aver un gruppo multietnico è un po’ “meh”.

Non voglio passare per razzista ma, soprattutto 22 anni fa, se si voleva avere dei supereroi italiani, sarebbe stato meglio far loro avere delle radici, una storia più radicata in Italia invece che limitarsi a esserci nati.

Che poi, fossero stati figli di immigrati o di coppie miste, per me sarebbe andata bene comunque. Non ne faccio una questione di etnia ma, a parte operare in Italia, nessuno di loro sembra avere quel particolare feeling con il paese in cui operano per poter far scattare l’empatia con il pubblico.

Non pretendevo un Capitan Italia, una Pizzagirl, o un Dr. Mandolino, però sono troppo americanizzati per essere credibili.

Tant’è vero che, con il mio gruppo stiamo portando avanti una campagna di GDR incentrata su supereroi made in Italy dove il fattore Belpaese si sente eccome (a volte pure troppo :-) ).

Per oggi finiamo qui. La prossima puntata parleremo di Euroforce che ha avuto un’altra storia.

Alla prossima!






sabato 17 marzo 2018

ASTROFISICA E NERD


 
ASTROFISICA E NERD
Con colpevole ritardo (ho già spiegato che sono un tantino incasinato in questo periodo) voglio unirmi anch’io al cordoglio per la scomparsa di Stephen Hawking.

Però, dato il tipo di blog, non lo farò citando le sue, pur importanti, ricerche e scoperte, ma renderò omaggio alle sue apparizioni che lo hanno poi reso famoso presso il grande pubblico, dai Simpson a Big bang theory fino addirittura alla Galaxy song con i Monty Python, che chiude questa carrellata.

Buona visione!
I Simpson




I Griffin



Ancora i Griffin



Futurama



Con Sheldon Cooper di The Big Bang Theory



Con Data di Star Trek



E per chiudere con i Monty Python