giovedì 20 settembre 2018

NANI BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI


NANI BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI

Bentornati! Dopo gli articoli dedicati al Profeta del Nulla (a proposito, ve lo siete procurato, vero?), torniamo ai soliti articoli e lo facciamo con una delle coppie più esplosive di sempre: Gotrek Gurnisson, l’Ammazzatroll e Felix Jaeger!

Questi due gentiluomini sono i protagonisti di uno dei cicli fantasy più adrenalinici che ho mai letto, ambientato nel mondo di Warhammer Fantasy.

Ne avevamo già parlato quando avevamo trattato la prima edizione del gioco di ruolo, ma è meglio rinfrescare la memoria.

Quello di Warhammer è un mondo che è un riflesso del nostro a cavallo tra il medioevo e il rinascimento. L’Impero è la “parodia” del Sacro romano impero germanico, la Tilea è un paese formato da tante città stato sempre in guerra tra loro, com’era l’Italia in quell’epoca, ecc.

Su tutti loro incombe il pericolo del Caos, una forza extradimensionale che fuoriesce da due portali situati nei poli del pianeta e che è l’origine di ogni mostro, mutante o stranezza che percorre il mondo, nonché luogo d’origine di potenti demoni che pazzi scriteriati adorano come dèi.

In questo mondo in bilico tra orrore e speranza si muovono i due personaggi già citati sopra.

Gotrek Gurnisson è un nano, appartenente alla setta degli Sventratori (Slayer, in originale). Sono nani che hanno in qualche modo perso l’onore, o che si sono macchiati di gravi crimini e che per riscattare sé stessi e il loro clan accettano di divenire, appunto, Sventratori: si radono la testa fino a lasciare solo la cresta, si ricoprono di piercing e tatuaggi, si armano meglio che possono e partono alla ricerca di una morte onorevole in battaglia. Non sono però dei semplici kamikaze: si buttano a capofitto nelle situazioni più disperate nella speranza di incontrare un avversario troppo forte per loro e morire nel tentativo di sconfiggerlo.

Non si conosce con precisione cosa abbia commesso Gotrek: si sa che ha perso la sua famiglia e una visione del suo passato ci mostra lui che uccide altri nani, compreso uno importante, ma i motivi non vengono rivelati, anche se è possibile azzardare che abbia subito lui stesso un torto che vedeva nel sangue l’unica soluzione.

Gotrek rispecchia la descrizione tipica fatta sopra e in più ha una benda sull’occhio sinistro, perso in battaglia. Inoltre è più grosso e muscoloso rispetto a un normale nano.

Impugna una grossa ascia bipenne ricoperta di rune ritrovata nelle lontane Desolazioni del Caos a nord, durante una spericolata spedizione. Si scoprirà in seguito che l’ascia è molto più di quello che sembra, e porta con sé un destino ben più grande di quello del suo possessore.

Gotrek, come tutti i sventratori, è cupo e ossessionato dal compimento del suo destino, ma riesce ad alternare i momenti di rabbia con momenti di grezza ilarità. È dotato di un cinico senso dell’umorismo e, probabilmente, il suo alleato umano è l’unico vero amico che ha.

L’umano Felix Jaeger, invece, era uno studente dell’università di Altdorf, la capitale imperiale, figlio di un mercante e aspirante poeta che, durante un duello, uccise accidentalmente il suo avversario venendo cacciato dall’università e diseredato dal padre. Abbandonato a sé stesso si diede alla politica, si improvvisò capopopolo e aizzò la gente contro una ingiusta tassa. Durante la sanguinosa repressione venne salvato dagli zoccoli della cavalleria da Gotrek.

Mentre festeggiavano la cosa in una taverna, ubriaco, giurò al nano che lo avrebbe seguito per narrare la sua morte in un poema epico. Gotrek lo prese sul serio e strinse con lui un patto divenendone fratello di sangue e, da allora, ogni giorno Felix non fa altro che pentirsi di averlo fatto.

Infatti verrà trascinato negli angoli più oscuri del Vecchio Mondo, a caccia di mutanti, orchi, demoni e i folli seguaci dei Poteri Oscuri, superando assedi, caccie al drago, eserciti del Caos, orde di orchi e vampiri arrivando a fare cose che non avrebbe mai immaginato, conoscendo orrori che renderebbero folli le persone comuni ma anche trasformandosi dal debosciato giovane di prima in un avventuriero duro e coraggioso.

Insieme avranno modo di farsi dei nemici, il più ricorrente dei quali è Thanquol, il Veggente Grigio dei macchiavellici uomini-ratto chiamati Skaven, ma anche di incontrare alleati come il mago imperiale Max Schreiber e la guerriera Ulrika, che diverrà l’interesse amoroso di Felix.

Quelle di Gotrek e Felix sono avventure senza un attimo di respiro, in un mondo dove oscurità e luce si mescolano di continuo, suscitando in Felix, narratore principale degli eventi, profonde riflessioni sull’animo umano e sul Fato.

Io ho i primi 7 libri, scritti dallo scrittore britannico William “Bill” King e tradotti dalla Hobby & Work. So che la serie poi è continuata con lo scrittore Nathan Long che, però, non ho più trovato in italiano (segno che gli déi dei nani proprio non ce lo vogliono tra loro il povero Gotrek).

Quindi non so come il nano abbia avuto la sua morte gloriosa e quali altri orrori lui e il suo compagno umano abbiano dovuto affrontare. So solo che, a parer mio, meritano di essere più famosi, e che, magari, una serie televisiva su questi due farebbe furore.
Alla prossima!




sabato 8 settembre 2018

AGGIONAMENTO DE IL PROFETA DEL NULLA


AGGIONAMENTO DE IL PROFETA DEL NULLA


Scrivo questo post solo per informarvi che Il Profeta del Nulla è già in prevendita presso il sito della Plesio editore.

Ci resterà fino al 16 settembre poiché il 17 settembre uscirà ufficialmente!

Inoltre voglio ringraziare tutti quelli che sui social hanno già fatto i complimenti per la copertina. Purtroppo non è farina del mio sacco, però ho contribuito a sceglierla, quindi potremmo lodare il mio fiuto. :-D

lunedì 3 settembre 2018

IL PROFETA DEL NULLA È QUI!


IL PROFETA DEL NULLA È QUI!

OMIODIO L’HO FATTO PER DAVVERO!
Sembrava impossibile, ma alla fine è successo: sto per pubblicare il mio primo romanzo!
In precedenza avevo giustificato l’interruzione degli articoli scrivendo del fatto che avevo un progetto in ballo. Ebbene era questo: stavo facendo l’editing de Il Profeta del Nulla.
Sono emozionato e impaurito allo stesso tempo. In precedenza ero riuscito a pubblicare qualche racconto in alcune antologie, ma questa è la prima volta che il mio nome campeggia da solo in copertina!
Per questo non finirò mai di ringraziare la Plesio Editore per la fiducia accordatami e Luca Pantanetti per averci messo in contatto!
La genesi di questo romanzo parte da lontano e, strano a dirsi per una storia fantasy, prende ispirazione da alcuni fatti di cronaca degli anni ’90 che mi colpirono molto, e su cui poi ho rimuginato fino a che non è scaturita questa storia.
In breve, il Profeta è un misterioso predicatore che accusa gli dèi di essere dei burattinai capricciosi e infantili che abusano dell’umanità.
Nei suoi sermoni nichilisti egli indica una sola via per sfuggire a tutto ciò: rinnegare la Vita e abbracciare l’Oblio, il Nulla. E chi lo ascolta lo fa, portando con sé anche amici e parenti, come malato “atto di misericordia”.
Nel caos che segue, seguiamo le avventure di una manciata di antieroi che osa affrontarlo, ognuno con una motivazione dettata più dal tornaconto personale che da vero altruismo.
È una storia forte e cupa, che si interroga su dove può arrivare l’umanità quando perde punti di riferimento e quali cause possa sposare quando non si riesce più a credere in nient’altro.
Io spero che vi piaccia, nonostante le premesse. :-D

Vi terrò informati su altre novità. A presto!

giovedì 23 agosto 2018

BUON COMPLEANNO, MARZIANO!


BUON COMPLEANNO, MARZIANO!




Con colpevole ritardo ne approfitto per ricordare uno dei più grandi scrittori di fantascienza del XX secolo, di cui ieri se ne ricordava la nascita: Ray Bradbury!

L’autore di Cronache marziane e Fahrenheit 451 era per l’appunto nato il 22 agosto del 1920 e forse non tutti sanno che era un autore molto prolifico non solo in ambito fantascientifico.

È stato anche sceneggiatore per il cinema (Avete presente Moby Dick? Quel film con Gregory Pack e girato da John Houston? Sì esatto, la sceneggiatura era di Bradbury), e anche scrittore di romanzi e racconti polizieschi.

Si spense nel 2012, lasciando un’eredità di numerose raccolte di racconti e di romanzi originali e che, in alcuni casi, rimangono ancora freschi e attuali.






lunedì 13 agosto 2018

ZAGOR CONTRO SAURON


ZAGOR CONTRO SAURON



Bentornati! Sperando che siate tutti in ferie oggi allieterò la vostra pennichella sotto l’ombrellone con una storia particolare, che mischia western, fantasy e, volendo, un pizzico di horror.

Mooolti, ma mooolti anni fa, quand’ero ancora bambino, mi regalarono un albo di un personaggio che avevo solo sentito nominare: Zagor. Proprio quello, Lo spirito con  la scure, che viveva in una palude fittizia con un messicano pavido e bulimico, senza peraltro che nessuno gridasse alla coppia gay, (ahah).

Comunque, quell’albo era solo la seconda parte di una storia in tre albi  e l’albo in questione era Il signore nero, mentre quelli mancanti si intitolavano Il teschio di fuoco e L’orda del male.

Per fortuna gli altri due riuscii a farmeli prestare da un conoscente anni fa così, a grandi linee, posso ricostruire l’intera saga.

Zagor riceve un pacco da un suo amico, Pierre, un trapper canadese che ora dirige un emporio. Il pacco contiene un libro scritto con un alfabeto indecifrabile e, allegato, c’è una lettera del trapper che lo informa di averlo trovato in soffitta dopo averlo ereditato dal nonno e che da quando l’ha aperto si sente preso da un terrore indefinibile.

I due lo aprono e, poco dopo si scatena un temporale.

Quella notte stessa una creatura malefica, una specie di goblin con la coda, ruba il libro sotto lo sguardo terrorizzato di Cico, la spalla di Zagor.

L’eroe , svegliato dalle urla, rimane scettico riguardo al ladro, ma decide l’indomani di partire per andare a trovare l’amico.

Che trova morto e ridotto a uno scheletro.

Perquisendo la casa in cerca di indizi, trovano il suo diario, che sembra pieno delle farneticazioni di un folle, e indica la strada per un luogo chiamato Golnor, da cui dovrebbe provenire il libro.

All’improvviso scoppia un incendio e i due amici si mettono al sicuro appena in tempo osservando, sbigottiti, un teschio infuocato apparire tra le fiamme della casa.

Decisi più che mai a venire a capo della faccenda, si mettono in cammino, per poi arrivare al luogo indicato, che sembra essere perfettamente normale, fin quando una nebbia li circonda e si trovano in una terra simile, ma sottilmente diversa dalla precedente.

Qui vengono minacciati da un essere incappucciato che si fa chiamare Mord, e poi attaccati dagli esseri malefici simili al ladro del libro, ribattezzati Troll( che ricordano più goblin ma, nel folklore, il reale aspetto di un troll varia da leggenda a leggenda, da gigante a nano, quindi non rompete!).

Vengono salvati all’ultimo minuto da una specie di Conan biondo che li porta al sicuro accanto a delle rovine, tabù per i troll.

Egli si chiama Galad, e fa partire lo spiegone per i due amici (e il lettore).

Il libro che cercano si chiama Libro del tempo, ed è un manufatto che, una volta letto fino alla fine, darebbe un potere assoluto (ma va?).

Era una volta custodito da un mago Elchin, ma dalle profondità della terra un malvagio, chiamato Il signore oscuro, fisico da palestrato e volto nascosto da un cappuccio, era sorto per prenderlo.

Allora c’erano tre razze a Golnor: i Riol, guerrieri a cui appartiene Galad, i pacifici Parvol, ‘na specie di hobbit disegnati male, e i troll.

Usando i suoi poteri e l’aiuto di Mord lo stregone (quell’altro incappucciato ma con la tunica), sterminò i Riol, con l’eccezione di Galad e di una ragazza, Lara, che vennero nascosti da Elchin.

I troll guidati da Mord, però, li trovarono e rubarono il libro e presero la ragazza, mentre Mord sconfiggeva Elchin.

A quel punto, però, i Parvol s’incacchiarono e presero d’assalto il castello del cattivo, costringendolo alla fuga e facendogli perdere il libro. Che fu trovato da un elfo (nella versione elisabettiana di “spiritello fanciullo dei boschi”, non quella cazzuta tolkieniana).

Costui inavvertitamente lo usò per entrare nel nostro mondo per poi farne perdere le tracce fino a quando non arrivò nelle mani del nonno del defunto Pierre.

A questo punto Galad porta Zagor e Cico dai Parvol, che rimangono stupiti soprattutto da Cico e dai sui baffi (visto che loro non hanno peli sulla faccia).

Qui convincono questi esseri a scendere di nuovo in guerra, ma un maleficio di Mord fa cadere tutti i simpatici Parvol in un sonno profondo senza risveglio.

Tutti tranne uno: Panko, un Parvol scorbutico e solitario che, grazie a un amuleto, è riuscito a evitare la fine degli altri. Costui rivela che Elchin non morì, non essendo in grado Mord di ucciderlo, ma lo mise in stasi e lo rinchiuse in una grotta mettendoci a guardia LA BESTIA, un mostro spaventoso e invincibile.

Ma i nostri eroi non si lasciano intimorire(bé, a parte Cico…), e partono alla volta della grotta, seguiti in un secondo tempo da Panko.

Arrivati, incontrano il famigerato mostro: una specie di varano MOLTO gigante (tipo autotreno) con un corno in mezzo alla fronte.

Dopo una dura lotta, e grazie all’amuleto di Panko che rende immateriali, riescono a sconfiggerlo e a liberare Elchin dal suo sonno.

Il mago, però è troppo debole e non accompagnerà i nostri eroi nel loro viaggio, non fisicamente almeno, però diverrà una specie di guida e sentinella, aiutandoli a intercettare i troll con il Libro del tempo.

Dopo una dura lotta Zagor avrà la sua vendetta, uccidendo il troll responsabile della morte del suo amico, e riprendendo il libro.

Questo permette a Elchin di riacquistare il pieno potere e di sbaragliare i troll.

Mord, lo stregone, percepisce immediatamente l’accaduto, e avverte il Signore nero, che raduna un’armata di scheletri (tipo Armata delle tenebre, più o meno), e si lancia contro i nostri eroi.

La lotta è dura perché gli scheletri sono pressoché invincibili, ma Elchin, con un incantesimo li fa inghiottire dalla terra da cui erano sbucati.

La vittoria, però, ha un costo altissimo: Zagor viene ucciso dal Signore nero! Proprio così! L’eroe protagonista principale della testata defunge! Nei piani alti della Bonelli ci saranno stati numerosi infarti nel vedere quella scena! :-D .

Comunque non disperate: Elchin riuscirà a far risorgere il nostro eroe, a un prezzo altissimo, però: dare il libro ai malvagi.

A malincuore accetta e Zagor torna in vita. Costui, non appena saputo cosa è successo incita gli altri ad andare a riprendersi il Libro del tempo.

E così inizia la sfida finale. Mentre il signore nero legge il libro, pagina dopo pagina, il gruppo entra nel castello affrontando gli incantesimi di Mord che li mettono uno contro l’altro, mentre lo stregone affronta il mago Elchin che, con un clamoroso colpo di scena (che non viene approfondito), svela di esserne il fratello.

Tutto sembra perduto, ma Zagor riesce a tornare in sé e fa tornare alla ragione anche Galad che, con un altro colpo di scena ritrova Lara la sua compagna di un tempo, tenuta prigioniera nel castello dei malvagi.

Lo spezzarsi dell’incantesimo aiuta Elchin a sopraffare il fratello e, a malincuore, ucciderlo.

Ma non è finita. Il gruppo corre dal Signore nero e lo attacca prima che egli possa finire di leggere il libro.

Dopo un breve duello Galad lo uccide e sconfigge il male e, guarda caso, dopo un istante il castello inizia a crollare e i nostri scappano appena in tempo (che culo, eh?).

Altro colpo di scena! Sotto il castello si apriva il Pozzo senza fondo, l’unico luogo dove poteva essere distrutto il libro. Elchin ve lo getta e tanti saluti.

Dopo i ringraziamenti di rito tutti si salutano e Zagor e Cico si ritrovano nel nostro mondo, storditi e confusi, indecisi se pensare se sia stato tutto un sogno oppure no.

Allora, non sono mai stato un lettore di Zagor, ma dal poco che so l’idea di base non era male, e si sposava abbastanza con alcune delle storie del personaggio (che affronta anche alieni nel corso degli anni, perciò…). La messa in opera, però, risente di molti cliché e, a parer mio, poteva essere sviluppata un po’ di più, magari con un albo aggiuntivo (tipo la parentela tra Mord ed Elchin, tanto per dirne una).

Inoltre il disegnatore, Franco Donatelli, non sembra molto a suo agio col genere e questo si vede nel design di alcune creature.

Per aspettare una vera saga fantasy in Bonelli dovremmo aspettare parecchi anni con l’arrivo di Dragonero, ma è un discorso che esula da questo articolo

Ah, dimenticavo, vi avevo parlato di horror, all’inizio, vero? Bene, lo scrittore della saga è un certo Tiziano Sclavi, che qualche anno più tardi diventerà famoso per aver creato un certo indagatore dell’incubo inglese con l’assistente sosia di Groucho Marx. Non so se ne avete mai sentito parlare.

Per oggi è tutto ci rivediamo alla prossima e buone vacanze!

venerdì 27 luglio 2018

TANTI AUGURI, GARY!


TANTI AUGURI, GARY!
 
 
Oggi solo un rapido saluto per ricordare la nascita di Gary Gygax, il co-creatore, insieme a Dave Ameson di Dungeons and Dragons.

Nato a Chicago il 27 luglio 1938 è purtroppo morto giusto 10 anni fa. Oggi avrebbe compiuto 80 anni.

Senza di lui il mondo sarebbe un posto più triste e meno avventuroso.

We miss you.

domenica 22 luglio 2018

PALEORECENSIONI: SWAMP THING – IL MOSTRO DELLA PALUDE (1982)


PALEORECENSIONI: SWAMP THING – IL MOSTRO DELLA PALUDE (1982)

 

Bentornati! Mi dispiace per la mia assenza durata tutto questo tempo, ma ero assorbito da un progetto di cui vi parlerò più avanti.

Intanto recupereremo il tempo perso con una bella Paleorecensione come quelle di una volta.

Questo giro saremo in casa DC insieme a uno dei suoi protagonisti più particolari: la cosa della palude, Swamp Thing!

È un personaggio nato nel 1971 e creato da  Len Wein  e Berni Wrightson , protagonista di ben  4 serie regolari.

Nel 1982 ne fu girato un film girato nientepopodimeno che da WES CRAVEN! Esatto, proprio il papà di Freddy Kruger! Ed è proprio di questo film che andremo a parlare.

Il film inizia con un elicottero che sorvola una palude mentre nella palude stessa si consuma l’inseguimento di un poveraccio da parte di alcuni mercenari.

L’elicottero, inconsapevole, atterra vicino a una installazione e ne escono due persone di cui una donna, di nome Alice Cable, è venuta a sostituire un tecnico diventato la cena di un alligatore.

Nell’installazione, finanziata dal governo, lavora lo scienziato piacione Alec Holland che insieme alla sorella porta avanti dei segretissimi esperimenti. Talmente segreti che vengono rivelati solo dopo un quarto d’ora di film(!)

A quanto pare il dottor Holland vuole risolvere la fame nel mondo creando in laboratorio piante resistentissime fondendo DNA animale e vegetale.

Tra la nuova arrivata e il dottore nasce una simpatia, ma non riescono a approfondirla perché, una notte, i mercenari visti all’inizio assaltano i laboratori e massacrano tutti. A guidarli c’è il famigerato scienziato Anton Arcane, alla ricerca del segreto dell’immortalità.

Arcane ammazza la sorella di Holland e ruba i suoi appunti. Alec, però usa la formula per far scoppiare un incendio e scappa avvolto dalle fiamme, finendo nella palude.

Il mattino dopo scopriamo che Cable è l’unica sopravvissuta e che ha con sé l’ultimo quaderno con gli appunti. Lo nasconde e poi scappa attraverso la palude, alla ricerca di aiuto.

Inseguita dai mercenari verrà salvata varie volte da una misteriosa creatura dotata di enorme forza e invulnerabile ai proiettili.





Alice arriva in un emporio piazzato proprio in mezzo alla palude(vabbè…) gestito dall’adolescente di colore Jude completamente da solo (ancora vabbè).

Da qui tenta di telefonare a Washington per chiedere aiuto ai suoi superiori, ma la telefonata viene intercettata da Arcane, che nel frattempo si è accorto dell’assenza degli appunti e manda all’emporio i suoi uomini, costringendo la donna e il ragazzo alla fuga.

Alice recupera gli appunti che aveva nascosto, incrociando la creatura(in realtà Alec trasformato) che era tornato al laboratorio a per vedere cosa era rimasto.

La situazione precipita: Jude viene ferito e Alice catturata, ma vengono entrambi salvati da Alec che perde un braccio nel tentativo.

Finalmente soli, la dottoressa finalmente riconosce nella creatura il dottore piacione e hanno un momento di tranquillità. Poi, però Arcane e i suoi uomini si fanno di nuovo vivi e catturano entrambi.

Portati nel covo dello scienziato pazzo (una villa di stile coloniale guarda caso sul limitare della palude), vengono imprigionati nelle segrete(perché giustamente DEVE avere delle segrete). Di sopra Arcane organizza una festa e, con l’inganno, fa bere la formula a uno dei suoi scagnozzi, Bruno, trasformandolo in un nano deforme (con tutto il rispetto per i nani. Se volete possiamo chiamarlo goblin deforme); il tutto solo per sperimentare il siero.

Incacchiato, Arcane chiede ad Alec in cosa ha sbagliato. Alec risponde che la formula non è errata, fa solo emergere la vera personalità di chi la assume, quindi Bruno, essendo moralmente piccolo e squallido lo è diventato anche fisicamente (quindi, sotto sotto il dottore piacione è sempre stato un mostro di due metri, mezzo pianta super forte e immortale? O_o )

Arcane, pieno di sé, convinto di aumentare le sue capacità mentali, assume la formula e si trasforma in una creatura bestiale, mezzo uomo e mezzo… facocero? Cinghiale?

Pieno di rabbia afferra una spada dalla sua collezione e corre di sotto per affettare i prigionieri(anche se ora ha zanne e artigli…).

Swamp Thimg, però, assorbendo la luce del sole che filtrava da una feritoia, accumula abbastanza energia da rigenerare il braccio mancante e a liberare entrambi. Con l’aiuto di Bruno, che vuole vendicarsi del suo capo, scappano attraverso un passaggio segreto e sbucano nella palude, dove avviene il confronto finale con Arcane, che verrà trafitto dalla sua stessa spada. Poi Alec curerà Alice, ferita durante il combattimento, usando i suoi poteri.

Alla fine Swamp Thing rimarrà nella palude, lasciando Alice e Jude come testimoni degli eventi.

Allora, premesso che ho visto di peggio, devo dire, però che qui il maestro Craven non è proprio al suo meglio, anche se non so se perché non era in giornata oppure per mancanza di fondi.

Il costume di Swamp Thing è una imbarazzante tuta di lattice (meno imbarazzante, però, del costume di Arcane trasformato. Andiamo, dove l’anno preso quel costume, al centro commerciale? E non venitemi a dire: “Eh, ma la tecnologia, i trucchi una volta non erano così sofisticati”. Il ritorno dello Jedi uscì soltanto l’anno dopo.)
 
 
La trama ricalca alcuni cliché e ingenuità tipiche dei film di quegli anni, anche se ogni tanto qualche zampata d’autore salta fuori, come, a esempio, la trasformazione di Arcane (visto che quella di Alec non la fanno vedere): in quella sequenza, per alcuni istanti, si riconosce la mano di Craven.

A parte quella, però, non ricordo altre sequenze memorabili, a parte quella del topless della protagonista che sui fa il bagno nella palude, incurante di coccodrilli e altre bestie, inimmaginabile nei cinecomics di oggi (e forse proprio per quello che rimane impressa).

Qualche parola sui protagonisti. Nella parte di Alec Holland prima della trasformazione troviamo Ray Wise diventato poi famoso come il papà di Laura Palmer in Twin Peaks;

Come Alice Cable c’è Adrienne Barbeau, stella degli horror degli anni ’70 e ’80, nonché la Maggie di 1997 fuga da New York.

Nella parte di Anton Arcan c’è Louis Jourdan, il Kamal Khan di 007 operazione piovra, mentre Bruno è interpretato da un caratterista dell’epoca Nicholas Worth, che ricordo anche in Darkman di Sam Raimi.

Che altro dire?

Che nonostante tutto il film piacque, tanto che nel 1989 il film ebbe un seguito: Il ritorno del mostro della palude, con altro regista e che non ebbe lo stesso successo dell’altro.

Se siete curiosi il film lo potrete trovare QUI:https://youtu.be/mWe6mG06WaM
Vi avverto però che l’immagine è un po’ tagliata, forse per evitare problemi di copyright, e che non è molto nitida.

In ogni caso ci sentiamo alla prossima, spero presto stavolta!